Sicurezza
Piscina comunale: il futuro è la vendita
Potrebbe essere il primo impianto sportivo ad andare all’asta
VIAREGGIO. Finisce l’estate e la piscina di Viareggio rimane chiusa. Come era prevedibile. Il bene, di proprietà della Viareggio Patrimonio fallita, è tra quelli per i quali la stessa società pubblica ha la disponibilità alla vendita. E la prospettiva più prossima è che proprio la piscina, vanto della città e scuola di nuotatori, sia il primo dei beni che sarà messo in vendita. Con buona pace della manifestazione di interesse lasciata in sospeso dall’amministrazione Del Ghingaro, dopo aver ricevuto le offerte. L’ex assessore Laura Servetti aveva dichiarato, nell’ultima commissione sport ai primi di giugno: «Io penso che la scelta di una strada da percorrere possa essere trovata entro al fine di luglio». Ed oggi il “cerino” è nelle mani del commissario prefettizio nel frattempo subentrato per effetto della sentenza del Tar che ha annullato le elezioni amministrative 2015.
Il curatore della Patrimonio, Donato Bellomo, che ha scelto di affidare ai vecchi gestori guardianaggio e mantenimento dell’accensione delle pompe della piscina, ha provato a fare due conti insieme all’associazione “Casa”, che riunisce una serie di associazioni sportive. Ma senza contributo pubblico - è stato l’esito della verifica - non c’è possibilità di sostenere le spese importanti di un impianto vecchio anche dal punto di vista del consumo energetico.
Qualsiasi scelta del curatore deve essere confrontata ed autorizzata dal Tribunale fallimentare, ma nel futuro della piscina comunale sembra esserci la vendita all’asta, nei tempi che l’operazione richiede (90 giorni dal via libera del giudice) e con una base d’asta che è quella della stima che il curatore ha affidato all’ingegnere Stefano Kostner: 1.082.000 euro, ai quali si sommano i 117.000 euro del bar. Si potrebbe, insomma, andare a febbraio.
I comodati. Piscina, Centro Polo, Palasport e Campo scuola “Del Chiaro” sono i quattro impianti sportivi di proprietà della Viareggio Patrimonio. Per tenerli aperti fino a quando non saranno messi all’asta - il problema oggi riguarda soprattutto Palasport e Centro Polo - serve un contratto di comodato tra gestori e Viareggio Patrimonio. Se ne parla ormai da quasi un anno ed ancora l’ufficialità di questo passaggio non c’è stata. Perché c’è una questione da risolvere e sulla quale la curatela della società pubblica è in attesa di avere risposte: che regole intende applicare l’Ente pubblico per la casistica che vede i gestori degli impianti concedere le strutture ad altre società sportive? Quali le condizioni di utilizzo e quali, soprattutto, le tariffe applicabili visto che con i comodati l’intero onere del mantenimento delle strutture va a totale carico del gestore?
Serve, dunque, un regolamento specifico che non può uscire, però, dalla penna della curatore fallimentare, il quale non ha questo compito. Un regolamento che deve essere messo a punto dagli uffici comunali, dai quali il nodo non sarebbe ancora stato sciolto. Situazione che crea non pochi problemi oggi che riparte la stagione sportiva dell’hockey al Palasport e riprende anche l’attività al Centro Polo. Dove l’Uisp - attraverso il presidente provinciale Andrea Strambi - ha già annunciato al chiusura di alcune attività, quelle meno redditizie, non più sostenibili dall’associazione.
Analogo grido di allarme è arrivato dai gestori del Centro sportivo dell’ex Campo d’Aviazione (questo è stato restituito dalla Patrimonio al Comune ed è soggetto all’avviso pubblico per la gestione che l’Ente pubblico ha reso noto ieri): chi ha tenuto aperte fino ad oggi le strutture è arrivato al capolinea. E si chiede come sia stato possibile lasciar rotolare nel tempo un tale patrimonio pubblico.
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