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La Darsena si ribella: «Basta incidenti agli incroci maledetti»
Appello al commissario Stelo dopo l’ennesimo schianto «Servono nuova segnaletica e le strisce pedonali rialzate»
di Claudio Vecoli
VIAREGGIO
Ormai ha perso la pazienza. «Sono stufo di ripetere sempre le stesse cose. Gli incroci a raso delle strade interne della Darsena sono pericolosissimi. Finora è sempre andata bene perché non c'è mai scappato il morto. Ma non ci si può certo affidare alla buona sorte. Per ridurre i pericoli del reticolo di strade del cuore del quartiere servono interventi concreti strutturali». Raffaele Del Freo, storico portavoce dei residenti della Darsena, è stanco di ripetersi. Ma dopo l'ennesimo incidente ripetutosi ad uno degli "incroci maledetti" della Darsena (questa volta l'angolo fra via Trento e via Savi) non può fare a meno di tornare alla carica.
«Premesso che chi guida deve rispettare gli stop e che però non possiamo certo metterci ad ogni angolo con un bastone a punire chi infrange le regole - tuona - è un dato di fatto che gli incroci della Darsena sono particolarmente insidiosi. E allora occorre fare qualcosa per evitare che si verifichino nuovi incidenti. Per prima cosa bisogna che venga immediatamente rifatta la segnaletica orizzontale, operazione che non comporta certo dei costi insostenibili. Ormai le strisce dello stop sono quasi invisibili e ci sono strisce pedonali come quelle di fronte all'edicola dove martedì mattina si è verificato l'incidente stradale, che sono state cancellate con l'asfalto quando sono stati eseguiti dei lavori stradali e non sono mai state ridisegnate».
Naturalmente il problema non si risolve certo con una mano di vernice bianca in terra. «Per far sì che il pericolo di incidenti si abbatta drasticamente occorre però un intervento strutturale. Ormai da anni chiediamo che - soprattutto in via Virgilio dove si affacciano ben tre asili nido e una scuola superiore - vengano realizzate delle strisce pedonali rialzate simili a quelle che da anni esistono in via Venezia al quartiere Marco Polo in prossimità della chiesa di don Bosco. Questo costringerebbe gli automobilisti che percorrono la via Virgilio a ridurre sensibilmente la velocità. Perché è vero che in tutto il quadrilatero compreso fra via Menini, via Petrarca, via Oberdan e via Coppino è in vigore da anni la zona 30, ma è altrettanto vero che nessuno la rispetta né la fa rispettare. Ecco che invece con le strisce pedonali rialzate sarebbe possibile limitare la pericolosità degli incroci. E anche in questo caso a costi modesti, visto che basterebbero un paio di interventi di fronte al centro per l'impiego e in prossimità dell'istituto Marconi. Con poche migliaia di euro, la situazione migliorerebbe moltissimo. Facciamo appello al commissario prefettizio Stelo perché almeno lui metta mano al problema».
Raffaele Del Freo non esita poi a riproporre un suo cavallo di battaglia: la realizzazione dell'asse di penetrazione a sud dello stadio dei Pini. «L'altro problema di queste strade - continua - è che non sono certo state concepite per sobbarcarsi i flussi di traffico che sono costrette a sopportare da molti anni a questa parte. E allora per risolvere questo argomento in maniera drastica occorre partire il prima possibile con la realizzazione dell'asse di penetrazione a sud dello stadio, che alleggerirebbe l’intero quartiere dalla viabilità in entrata e in uscita per la Darsena. Il che vuol dire migliaia e migliaia di auto che tutti i giorni arrivano e partono da qua per andare al lavoro nei cantieri, per raggiungere i bagni e i locali del Vialone, per andare a scuola negli istituti superiori che si trovano nella zona del porto e per raggiungere la gran parte degli impianti sportivi che si trovano nel quartiere. Un'opera di cui si parla da tempo, che anche la Regione si è detta pronta a finanziare e sostenere, ma che chi si è avvicendato in questi anni alla guida della città non ha ancora fatto partire. Questa, naturalmente, è una infrastruttura ben più impegnativa di un paio di strisce pedonali rialzate, ma è un intervento di cui la Darsena ha assolutamente bisogno».
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