Sicurezza
Resta in coma la nonna massacrata dal nipote
La donna di 103 anni in fin di vita nel reparto di rianimazione del Versilia All’origine del dramma familiare i disturbi mentali dell’aggressore
VIAREGGIO. E' in coma ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Versilia la nonna di 103 anni che domenica sera è stata massacrata dal nipote cinquantenne mentre si trovava a letto nell'appartamento di Lido di Camaiore dove vive con la nuora. Le condizioni dell'anziana signora, colpita violentemente con calci e pugni che l'hanno raggiunta anche alla testa, sono disperate e certamente l'età avanzatissima non contribuisce ad alimentare le speranze di un suo pronto recupero, anche se i medici la stanno tenendo costantemente sotto controllo.
Intanto dalla ricostruzione dell'aggressione emergono una serie di particolari che contribuiscono a fare un po' di chiarezza sull'episodio, che sta assumendo sempre più i contorni della tragedia familiare. Secondo una serie di testimonianze raccolte dagli inquirenti fra i parenti, sembra che il nipote cinquantenne - ora rinchiuso nel reparto di psichiatria dell'ospedale Versilia in stato di fermo con l'accusa di tentato omicidio - da qualche tempo fosse caduto in una fase di profondo malessere con ripetute crisi psichiche. Tanto che nei quattro giorni precedenti al pestaggio della nonna, il nipote avrebbe fatto visita in più di una circostanza all'ospedale Versilia per chiedere aiuto. E la sera stessa dell'aggressione, poco prima di picchiare la nonna ultracentenaria, sarebbe stato protagonista di alcuni atti di autolesionismo.
I disturbi mentali del nipote, per altro, non erano certo una novità. Secondo quanto ricostruito, infatti, i problemi di natura psichica dell'uomo si sarebbero trascinati avanti ormai da decenni. Le prime crisi si sarebbero manifestate in gioventù, anche se fino alla notte scorsa non si erano mai manifestate con atti di violenza così gravi nei confronti di chi aveva al suo fianco. Insomma, la tragedia consumatasi domenica sera sarebbe da attribuire ad un vero e proprio raptus di follia. Per altro scatenatosi contro una persona molto anziana e che non aveva alcun mezzo per difendersi.
Proprio in base a questo quadro, sembra dunque cadere anche l'ipotesi che a scatenare la furia del nipote sia stata una richiesta di denaro (movente che inizialmente era stato preso in considerazione dai carabinieri che hanno arrestato l'uomo). A farsi sempre più piede è dunque la pista dell'aggressione scatenata dalla follia, senza ulteriori motivazioni. Di questo si dicono convinti anche gli stessi parenti, divisi fra l'ansia per le gravissime condizioni della anziana nonna e la pietà per la malattia mentale del nipote.
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