Attenzione
Bertola si ricandida «Ecco la mia ricetta»
Per la sua terza corsa a piazza San Bernardino l’ex sindaco ha le idee chiare: più sicurezza, risolvere la questione migranti, più infrastrutture e la cultura
CAMAIORE. Il valzer di Giampaolo Bertola compie il suo terzo passo: da sindaco il piede si era mosso verso l’oblio e l’ex bancario ora in pensione aveva deciso di uscire dalla politica, adesso la girandola si chiude con l’annuncio di un ritorno in pista per diventare il nuovo primo cittadino.
Un due e tre e l’ex sindaco ha deciso di rientrare in ballo con un coup de théâtre che era annunciato, ma non del tutto: l’ex amministratore di Camaiore infatti ha deciso di ballare da solo e di non prendere il tempo da nessun partito. Che fosse in rotta con i suoi ex non è storia nuova ma a quanto pare non c’è stato modo di convincerlo a rinsaldare il legame e quindi Bertola la musica se la suona da solo lontano da Forza Italia, dalla Lega e, soprattutto, dall'attuale sindaco Alessandro Del Dotto.
«Avevo deciso di godermi la pensione, di uscire definitivamente dai giochi della politica - racconta Bertola - ma gli stessi cittadini in questi anni mi hanno chiesto di rientrare, di prendere in mano questa città che è immobile per colpa di questa amministrazione che non sta facendo nulla».
Ma un’apertura alle alleanze c'è: «Il mio cuore è sempre democristiano - ammette - sono aperto al confronto con le forze politiche che mi sono affini e se i partiti tradizionali vorranno unirsi con le loro liste siamo pronti ad accogliere ma deve esserci piena armonia sui punti del nostro programma».
I nomi della sua lista arriveranno direttamente dalla sua associazione e i forzisti potrebbero essere costretti a scegliere un loro candidato: «Vedremo - dice - il nostro non è uno schieramento politico: chi si ritrova nel progetto civico che abbiamo può partecipare, anche alcune anime della sinistra».
Ed ecco quali sono le cinque note su cui si baserà tutto il giro armonico della politica di Bertola, cinque note che snocciola tutte in un fiato: «Il primo punto è la sicurezza - dice - in primo luogo dobbiamo assolutamente porre fine alle continue discussioni sugli immigrati. In seconda battuta è importante dare un vero rilancio alla cultura e con questo parlo delle capacità e delle ricchezze che ci sono già nel territorio senza andare a cercare i talenti fuori. Il terzo punto è il turismo - e dice - abbiamo imprese che operano nel settore e che non vengono valorizzate a dovere, soprattutto quelle che si trovano nell’entroterra, creando sinergia con il litorale. Questo significa anche una cura maggiore della passeggiata, delle aiuole, del pontile e di tutto quello che è bellezza nel nostro Comune. Quarto punto: le opere pubbliche, le infrastrutture. Fare progettualità alternativa ma intonata allo sviluppo del territorio: il Magazzeno è preda dei rovi, Bussoladomani è un progetto che non ha uno sviluppo futuro, è ambizioso e non prevede neanche una zona al coperto. Ultimo e quinto punto - e conclude - una politica di rilancio delle imprese del settore artigiano che oggi sono schiacciate e abbandonate».
Pare che non esista proprio niente dell'amministrazione Del Dotto che sia salvabile: «Assolutamente no - afferma - non ha avuto neanche un merito. A quanto pare “il nuovo” ha fallito e Camaiore invece di andare avanti è tornata indietro: è preda dell’incuria ed è chiaro a tutti che la sua politica manca di qualsiasi tipo di programmazione».
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