Sicurezza
Muore travolta da uno scooter a Lido
La vittima, moglie di un noto imprenditore fiorentino, era appena uscita dalla pizzeria: stava attraversando sulle strisce
LIDO. Pagano il conto alla casa della pizzeria che frequentano da dodici anni, e per i coniugi Banci sarà l’ultimo gesto insieme. Un attimo dopo, appena fuori dal locale sulla via Italica uno scooter guidato da un giovane travolge la coppia che si accinge a traversare, sulle strisce. Dall’interno del locale “Mystic pizza” si sente il botto, le grida, il fragore delle lamiere. Il tempo di uscire e capire che la situazione è gravissima, raccontano al locale tra le lacrime. Partono le chiamate per le ambulanze ed un cliente della pizzeria che ha frequentato un corso di primo soccorso è il primo a tentare di aiutare i coniugi a terra in un lago di sangue. La più grave, lo si capisce da subito, è la donna, Anna Del Lungo, 74 anni, che muore poco dopo al Pronto soccorso del Versilia. Il marito, Massimo Banci, 73 anni, imprenditore fiorentino della nota ed omonima impresa di lampadari a Scandicci si accascia disperato. Come il giovane piombato in scooter sulla coppia. Poco distante c’è la sede della Croce Verde di Lido, ma i mezzi di soccorso arrivano da Viareggio e Pietrasanta: «Non avevano neppure le sirene - racconta al telefono chi dalla pizzeria ha chiamato ed atteso - e la situazione era gravissima, l’avevamo detto...gravissima a colpo d’occhio. E l’auto medica è arrivata dopo le ambulanze. Così non ha senso», è l’amara considerazione.
Sul posto per i rilievi il personale della polizia municipale di Camaiore. «L’abbiamo detto anche al comandante Barsuglia», raccontano nel locale, «qui la strada è troppo buia e le strisce pedonali non si vedono. Pensare che hanno rifatto quelle fino a cento metri prima di noi. E quelle davanti alle pizzeria no. Anche questo non ha senso». Basta guardare le foto: in un punto le strisce non ci sono proprio più.
Molte le segnalazioni, nel tempo, che quella strada in quelle condizioni costituiva un pericolo senza neppure bisogni di usare troppa fantasia. «Non c’è neppure la segnaletica che indica il passaggio pedonale su entrambi i lati della carreggiata, ma su uno solo». Insomma, una zona abbandonata a se stessa.
Ora saranno i rilievi e la ricostruzione della dinamica dell’incidente a determinare la velocità di marcia dello scooter e le condizioni del guidatore piombato addosso ai due pedoni per cause tutte da accertare.
Ma non si può morire così. Felici degli ultimi giorni di vacanza, nel luogo frequentato da sempre, dopo aver salutato gli amici, nell’attraversare su strisce che dovrebbero salvare la vita e non troncarla di netto.
(ha collaborato Roy lepore)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
