Il Tirreno

Versilia

FORTE DEI MARMI

Si amplia il museo all’aria aperta

Si amplia il museo all’aria aperta

Inaugurate le sei riproduzioni di altrettanti dipinti di Carlo Carrà

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FORTE DEI MARMI. Sono state inaugurate le sei nuove riproduzioni di Carlo Carrà che ampliano il museo a cielo aperto del Forte. I sei nuovi dipinti che, insieme agli altri 20 già installati, vanno ad accrescere lo spazio espositivo en plein air di Forte sono stati posizionati nei luoghi in cui il pittore ha dipinto le sue opere. «Un progetto – ha dichiarato Fernanda Giulini presidente dell’Ente per le Ville Versiliesi - per ora unico in Italia, che vuole sensibilizzare il pubblico alla storia di un grande pittore del Novecento che amava illustrare i luoghi in cui viveva, trasfigurando in arte il paesaggio che osservava. Grazie ad esso vorremmo proporre un itinerario nuovo e diverso: quello dei paesaggi d’arte e delle tappe che ci riportano alla vita del pittore e alla sua meditazione artistica».

«Le riproduzioni di Carrà costituiscono un documento prezioso per la nostra comunità e per i turist - ha aggiunto il presidente del consiglio comunale Simone Tonini - punto di partenza la chiesa di S.Ermete poi piazza Garibaldi, resa celebre dal Fortino e da “Al quarto platano” che Carrà amava frequentare con gli amici. Il percorso prosegue al pontile e sul lungomare con tappe in corrispondenza degli stabilimenti balneari dove Carrà era solito andare (Orsa Maggiore, Alaide, Royal, Beppe e Vittoria, Costanza, Santa Maria e Lorenzo Levante). Si raggiungono poi i sei ponti sul Fiumetto, passando da via Raffaelli, via Fiume, via Dalmazia, via Colombo, via Leonardo da Vinci e concludendo con via Nizza, seguendo cioè il percorso lungo il Fiumetto dove già nel 2014 sono state posizionate 14 riproduzioni dei suoi quadri».

È toccato poi al vice sindaco Michele Molino porgere il saluto del sottosegretario al Ministero dei beni culturali Ilaria Borletti Buitoni: «Mi spiace molto di non essere presente oggi a causa di un impegno imprevisto. Mi dispiace perché trovo questa iniziativa, unica in Italia, straordinariamente importante per capire ed entrare non solo nella bellezza e nelle suggestioni di un paesaggio certamente molto caro e familiare a chi è oggi qui, ma per farlo con una lettura particolare come quella che passa attraverso gli occhi e il talento di Carlo Carrà. Un paesaggio è la somma di intrecci frequentemente in Italia sapienti tra natura e mano dell'uomo e la pittura di Carrà ha saputo cogliere dei momenti di questa lunga storia, spesso poetici che non possono che arricchire l'occhio di chi guarda. Grazie a Fernanda Giulini per il suo impegno a favore di un modo di fare tutela del paesaggio nuovo e che andrebbe replicato in altri, e per altri, luoghi fonte di ispirazione di artisti nei secoli e grazie alle istituzioni che l'hanno accompagnata. Il ministero non può che esservi grato». (a.p.)

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