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Versilia

Rissa in piazza Dante, residenti esasperati

Rissa in piazza Dante, residenti esasperati

Quando sono arrivati polizia e carabinieri, da balconi e finestre l’urlo «non ne possiamo più»

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VIAREGGIO. Ore 21, venerdì sera, piazza della stazione. Chi passa - cronista compreso - o chi arriva con il treno, appena in piazza Dante, sente gridare ripetutamente in arabo. La piazza è buia. Ad illuminarla, lato stazione, la luce dello scalo ferroviario. Sul lato opposto, quello che dà le spalle al mare, è buio pesto. All’altezza dei palazzi sull’angolo con piazza Mazzini una decina di giovanissimi stranieri grida e mena le mani. Volano spintoni, qualcuno cerca di separare qualcun altro, il gruppo s’aggroviglia a fare mucchio. I telefoni dei residenti nella zona sono già in collegamento con le forze di polizia. La zona tocca alle Volanti del commissariato della polizia di Stato, nella divisione quotidiana delle aree di intervento. Ma dietro la Volante arriva anche la macchina dei carabinieri. Le ultime due risse, nel cuore della notte, sono terminate con agenti e militari contusi. E la piazza della stazione non sai mai cosa possa proporre quando scatta l’allarme.

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Finestre e balconi si illuminano e la voce della città prende forma sulle teste dei protagonisti della rissa e operatori delle forze di polizia: «Ora basta! Non ne possiamo più! È l’ora di finirla...Questi fanno come cavolo gli pare!». L’intervento si conclude senza fermati, ed il giro di controllo serale e notturno riprende con un carico in più: quello dell’esasperazione dei cittadini.

«È solo l’ultima rissa delle tante che abbiamo vissuto nelle ultime settimane», racconta al “Tirreno” Marco Paoli, voce del Comitato di piazza Dante che dal 2012 si batte per avere una maggiore sorveglianza nella zona. «Sapete qual è l’assurdo?», continua Paoli: «È che nello stallo destinato alla polizia municipale sostano oggi le auto con targa romena, una dietro l’altra. Sembra quasi dedicato a loro...».

Lo stallo arrivò nel 2014, con i lavori per il rifacimento della piazza, mai completati. L’amministrazione di Leonardo Betti accolse così, a pieno, una delle richieste del Prefetto Giovanna Cagliostro: gli agenti della Municipale presenti con una pattuglia ed un posto riservato dove sostare. Così da essere terminale diretto della situazione per polizia e carabinieri, oltre che primo deterrente. L’auto della polizia municipale di Viareggio, in quello stallo, ha sostato forse neppure mezzo pomeriggio, sottolineano i residenti nel quartiere.

«Avevamo chiesto anche una pattuglia- polizia, carabinieri o finanzieri è lo stesso - a piedi nel quartiere», ricorda Paoli. E tutto questo è stato ricordato nell’incontro con il commissario prefettizio Fabrizio Stelo, poco prima di Ferragosto. «Dopo quattro anni di risse, gente che si accoltella, spaccio qutidiano, niente è cambiato», sottolinea amareggiato Paoli.

O forse qualcosa di nuovo c’è: l’esasperazione, oggi gridata, dei residenti di fronte alla nuova ondata di giovanissimi magrebini che continuano ad arrivare a Viareggio senza alcuna garanzia di avere mai un futuro che non sia quello sulla strada, protagonista di un eterno guardie e ladri che non si tramuta mai in un filone di indagine vera sui flussi migratori verso la Versilia, chi li organizza e chi li sostiene.

Donatella Francesconi

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