Sicurezza
Caprai: Forte dei Marmi mi sta rovinando
L’affare boutique a Palazzo Quartieri: diffida al patron di Semiramide a cominciare i lavori entro il 15 settembre. La reazione: «Andremo in tribunale»
FORTE DEI MARMI. Nuova puntata nella battaglia a colpi di raccomandate e avvocati che da qualche tempo si sviluppa intorno a Palazzo Quartieri. Stavolta ad assestare un nuovo colpo è il Comune di Forte che ha scritto al vincitore del bando per il recupero del palazzo, Luca Caprai: una intimazione e diffida ad adempiere entro il 15 settembre a quanto previsto dal contratto sottoscritto lo scorso 30 gennaio. Cioè ad iniziare i lavori di recupero dell’immobile (destinato a ospitare la biblioteca comunale) in cambio dell’utilizzo dei locali del piano terra come negozio per i prossimi 12 anni. Con immediata reazione dell’imprenditore che, a fronte della diffida non usa mezzi termini: quello del Comune è un colpo probabilmente letale alla sua attività.
Tra la firma del contratto e l’addio al progetto annunciato pochi giorni fa dal notissimo imprenditore, padre del marchio Cruciani e oggi fondatore di Semiramide, ci sono infatti otto mesi di ritardi, proteste, parole spese e clamorosi dietrofront. Oggi il Comune intende portare a casa il recupero del palazzo a spese di Caprai sulla base di un contratto che fino a un mese fa aveva dichiarato nullo - in assenza del parere della Sovrintendenza sull’intera operazione (richiesto tre mesi dopo la firma del contratto e arrivato i primi di agosto) - e per il quale aveva fatto pervenire ai legali di Caprai anche una bozza di accordo a fronte della risoluzione dello stesso. Nelle more della ricerca di una intesa, soprattutto sul piano economico, tra Comune e privato arriva però un parere legale che smentisce la tesi della nullità degli accordi sottoscritti. Così il Comune ci ripensa e Caprai si ritrova per le mani un palazzo da ristrutturare, un negozio mai aperto e un lungo elenco di spese già affrontate.
La diffida a Caprai è firmata da dirigente dei settore finanziario Maurizio Nieri. E all’intimazione ad iniziare i lavori seguono gli avvertimenti. Dopo quella data «il contratto si intenderà senz’altro risolto» ed ancora che «Il Comune agirà nelle sedi competenti per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi con aggravio di spese a suo carico».
Sul provvedimento il Comune si limita a ribadire quanto spiegato dal sindaco, Umberto Buratti, pochi giorni fa: il contratto è valido e si va avanti.
Decisamente più dura la reazione dell’imprenditore che conferma di aver ricevuto la raccomandata e racconta anche di aver fatto un passo in più rivolgendosi al Prefetto e chiedendo un incontro urgente. Preparandosi, al contempo, alla battaglia in sede di tribunale. «Andrò fino a sentenza definitiva - afferma - e denuncerà qualsiasi illecito e tutte le persone che hanno causato questo enorme e purtroppo doloroso danno. Queste piccole lotte tra politicanti mi stanno arrecando un danno potenzialmente letale contro il quale, nonostante la mia malattia, lotterò fino all’ultimo giorno e darò mandato di continuare a combattere anche dopo di me. Ripeto: c’è una registrazione che è a disposizione delle autorità nella quale si era concluso un accordo verbale (quello sulla nullità del contratto, ndr). Ho ricevuto da parte dell’avvocato del Comune una bozza di accordo e ben scandita dalla voce del segretario del Comune è stato detto che “il contratto è nullo e su questo non ci piove”. Quindi non capisco il totale cambiamento di rotta. ma non è compito mio, sarà quello della giustizia civile, penale e di tutti gli organi statali preposti».
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