Sicurezza
Slitta ancora la sentenza sulle elezioni annullate
Il Consiglio di Stato non esaminerà le opposizioni al provvedimento del Tar nell’udienza in programma il 30 agosto. Tutto rinviato a settembre
VIAREGGIO. Non sarà il 30 agosto l’udienza del Consiglio di Stato per esaminare i ricorsi contro la sentenza del Tar Toscana che ha annullato le elezioni amministrative 2015. Si va dunque a settembre con due udienze già fissate per l’8 ed il 22, ma sono comunque date che potrebbero essere modificate e al momento l’unica certezza è che a ieri non vi era alcuna udienza che avesse in calendario le vicende viareggine che hanno portato al governo della città il commissario prefettizio Fabrizio Stelo. Uomo da maniche rimboccate e zero polemiche, cosa di cui la città avrebbe una necessità costante.
Stando così le cose, l’ipotesi di una sospensiva che riporti l’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro in Municipio prima che i giudici si siano espressi nel merito sembra più remota di un mese fa. Dunque richiesta di sospensiva e merito potrebbero essere riuniti dal Consiglio di Stato per un esame unico delle due questioni in un’udienza che consideri entrambi i ricorsi. Quello del consigliere comunale Gabriele Tomei che si è affidato all’avvocato torinese Carlo Emanuele Gallo (numero 06247/2016) e quello del capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli, firmato dagli avvocati firmato dall’avvocato fiorentino Valerio Pardini (numero 06409/2016).
A sostegno dei due ricorsi la Regione Toscana del presidente Enrico Rossi ha presentato al Consiglio di Stato un “intervento ad adiuvandum” per il quale ha schierato in campo l’Avvocatura regionale. Incassando un commento durissimo dal Partito democratico, oltre che da molte altre parti politiche.
Appello incidentale, infine, quello presentato dai consiglieri comunali Matteo Ricci, Riccardo Pieraccini, Giampiero Ceccotti, Maria Stefania Carraresi e dalla ex presidente del consiglio comunale Paola Gifuni, i quali si sono affidati all’avvocato romano Vincenzo Cerulli Irelli e al collega pratese Leonardo Masi, legale di Giorgio Del Ghingaro. Nelle cui carte si legge la tesi secondo la quale «il voto espresso dagli elettori deve essere comunque garantito, anche laddove, come spessissimo accade, si sia in presenza di verbalizzazioni incomplete, confuse, pasticciate».
Intanto - via social - lo scontro è tutto intorno alla figura del commissario prefettizio, figura ritenuta - a detta dell’ex sindaco - non portatore «della passione e della cura di sindaco». In realtà Stelo ha ricevuto la stima di tutte le forze politiche della città. «Il sindaco Del Ghingaro - si legge in una nota del Cinque stelle - si è premurato di raccontarci che ha più volte chiamato il commissario, addirittura gli ha mandato messaggi, per ricordargli certe importanti scadenze, e lo ha detto rivelando quanto poco confida nell’operato di chi alle dirette dipendenze dello Stato sta agendo per rimettere in pari i conti della città, senza tra l’altro venir tirato alla giacchetta dall’uno o dall’altro per prebende o promesse elettorali da mantenere».
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