Sicurezza
Prima della morte di Fabio altri malori nel bed&breakfast
I carabinieri hanno raccolto testimonianze di persone che avrebbero accusato malesseri nella struttura ricettiva. Scoperte delle crepe nella canna fumaria che parte dal panificio
VIAREGGIO. Il professor Paolo Procaccianti, direttore dell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo ha eseguito giovedì 18 l’autopsia sul corpo di Fabio Maccheroni, 43 anni, trovato morto in un B&B del centro di Trapani. I prelievi saranno esaminati nei laboratori tossicologici e per l’esito saranno necessari alcuni giorni. «Saranno gli esami istologici e, soprattutto, quelli tossicologici - spiega Procaccianti - a dirci qualcosa in più e a fornirci elementi chiari e utili a risalire alle cause della morte. Tutte le ipotesi, compresa quella di un'intossicazione da monossido di carbonio sono da verificare. Per essere più precisi dobbiamo attendere i risultati che arriveranno tra 15 giorni circa».
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La Procura di Trapani, guidata dal Procuratore capo Marcello Viola, ha intenzione di andare fino in fondo nella ricostruzione della vicenda, affidata alle indagini dei carabinieri del tenente Francesco Berloni.
La tesi ormai prevalente è quella dell’avvelenamento da gas tossici, entrati nella camera del bed&breakfast “Orchidea” attraverso l’impianto dell’aria condizionata. Che avrebbe ricevuto il monossido dalla canna fumaria di un panificio al piano terra dello stabile. La struttura ricettiva, infatti, si trova sopra il fornaio.
Secondo alcune testimonianze raccolte da magistrati e carabinieri che si occupano dell'indagine, spesso dall'interno del panificio arrivava un odore come di naftalina, difficilmente ricollegabile al materiale che il titolare del panificio avrebbe dichiarato di usare per alimentare il forno. Inoltre, i vigili del fuoco avrebbero rilevato come la canna fumaria del forno non fosse in regola, a causa - così le prime indiscrezioni - di alcune lesioni e crepe. Le strutture delle due attività sono in corso di verifica e si esaminano anche tutte le testimonianze raccolte, orali e cartacee. Sarebbe stato infatti trovata traccia di un intervento dei sanitari del 118 - sempre allo stesso bed&breakfast - ed i carabinieri hanno avviato tutti gli accertamenti per riscontrare altri casi di malori analoghi a quello che è risultato fatale per il turista pietrasantino e che ha spedito in ospedale, in stato di coma, l’amico che era con lui. Malori che sarebbero stati testimoniati ai militari dell’Arma.
Al momento nel registro degli indagati - atto dovuto per poter compiere l’autopsia e garantire a tutti il diritto di nominare propri consulenti - risultano iscritti i titolari del b&b Antonio Serafico, 92 anni, e Tuzza Augugliaro, 76, la loro figlia Benedetta Serafico, 52 anni, il titolare del panificio, Bartolomeo Altese. Il forno, così come il B&B, è stato messo sotto sequestro.
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