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Unioni civili a Viareggio: «Noi costrette ad andare in un’altra città»

Unioni civili a Viareggio: «Noi costrette ad andare in un’altra città»

Una coppia viareggina non era disposta ad attendere la burocrazia e si è rivolta a Montignoso

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VIAREGGIO. Hanno atteso venti anni di vita insieme per avere una legge che riconoscesse i diritti della loro coppia.

Quando si sono presentate all’ufficio dello Stato Civile del Comune di Viareggio avevano già in mente un giorno, il 15 agosto, una data simbolo per la loro storia: quel giorno è legato al ricordo di una familiare molto amata e non poteva essere un’altra.

Ma i tempi burocratici di Viareggio erano lunghi, troppo per attendere ancora, e hanno deciso che l’unico modo per aggirare l’ostacolo era scegliere un altro Comune: le due signore, che preferiscono non apparire con i loro nomi, sono riuscite finalmente a coronare il sogno di veder riconosciuto il loro rapporto.

«Gli uffici di Viareggio erano congelati - dice una delle due novelle “spose” - Non sapevano esattamente come muoversi: non c’erano i moduli e i registri. I dipendenti dell’ufficio si sono dati da fare: ci hanno dato più di un appuntamento, per cercare di capire come risolvere la questione in un termine ragionevole».

La strada verso gli uffici comunali era diventata estenuante: la scelta quindi è ricaduta su un Comune vicino, Montignoso, che già ha celebrato un’unione pochi giorni fa.

«Loro avevano esattamente idea della procedura - racconta - avevano i registri e potevano soddisfare la nostra richiesta sulla data. La scelta è stata praticamente obbligata: se non fossimo state così convinte del 15 agosto avremmo aspettato settembre o l’estate prossima. Ma volevamo festeggiare degnamente ivent’anni di vita insieme: un regalo per il nostro anniversario. Com’è compensibile, nel nostro caso rimandare voleva dire saltare la ricorrenza. E poi non ce la facevamo proprio a far passare un altro inverno».

Nessun provano nessun rancore contro il Comune di Viareggio: «Hanno tentato di tutto, sono stati disponibili ma è stato veramente impossibile muoversi prima - racconta - abbiamo capito le loro problematiche. Fortunatamente la legge su questo ci veniva incontro: dato che non è previsto l’obbligo di residenza nel luogo della celebrazione, abbiamo optato per Montignoso».(c.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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