Sicurezza
Trafitto al cuore nella pineta dei bambini
Pugnalata letale di fronte al laghetto dei cigni. Caccia al killer, c’è l’ombra dello spaccio di droga
VIAREGGIO. «Ho una paura che moio». La villeggiante è targata Sesto, periferia bollente di Firenze dove abbondano i casermoni. Da anni passa le vacanze a Viareggio, in una casa non lontana dalla pineta di Ponente, il polmone verde nel cuore della città. La donna guarda la panchina di fronte al laghetto dei cigni, luogo fiabesco della pineta che i bambini amano alla follia: è qui che, nella notte tra lunedì e martedì, è stato trovato morto un uomo di 46 anni, Mohamed Hamdi. Trafitto da una coltellata al cuore.
Ha paura, la signora. Dice che ama Viareggio, ne conosce anche le ultime disavventure. Sa, ad esempio, che non c'è il sindaco, sostituito dal commissario prefettizio perché le elezioni sono state annullate. Ma non è questo che la preoccupa. È in ansia perché, nel parco in cui va a passeggio e prende il fresco per rifugiarsi dalle angosce invernali, hanno ammazzato un uomo. Per motivi ancora ignoti: quasi certamente c'è stata una lite, meno probabile l’ipotesi della rapina finita male. Primo, perché la vittima - un cittadino marocchino con permesso di soggiorno regolare, residente a Prato ma senza avere un tetto stabile sulla testa - non poteva regalare un bottino anche soltanto apprezzabile all’aggressore. Secondo, perché i carabinieri hanno ritrovato lo zaino con il portafoglio di Hamdi. La lite, invece, c’è stata. E gli inquirenti non escludono che possa esserci di mezzo il mondo della droga. Perché a Viareggio lo sanno tutti, residenti e turisti: la pineta è il supermarket dove si vende e si consuma di tutto, dall’hashish alla cocaina. I clienti? Ragazzi e ragazzini in cerca dello sballo. Ma anche i signori che hanno casa nella bella zona residenziale d’intorno, e che vogliono emozioni forti. A cui si aggiungono i tossicodipendenti inghiottiti dal tunnel della dipendenza.
Va detto che, all’ora in cui è avvenuto l’omicidio la pineta era deserta. Perché tutti sanno cosa brulica tra gli alberi, quando cala la sera. Il delitto è stato consumato nel cuore della notte, intorno alle 3: Hamdi stava dormendo o si stava riposando sulla panchina di fronte al laghetto. Quando è stato aggredito dal suo assassino armato di coltello. Ha cercato di difendersi, su una mano il medico legale ha trovato una ferita che lo attesta. Ma il colpo al cuore che il killer gli ha inferto non poteva dargli scampo. E non lascia dubbi sulla sua volontà di uccidere. Nessuna traccia né dell’assassino, né dell’arma del delitto. Come detto, i militari hanno ritrovato soltanto lo zaino.
Ora i carabinieri danno la caccia al killer. Ieri sera sono stati sentiti in caserma alcuni cittadini maghrebini. Con domande degli inquirenti non troppo diverse dal marzo scorso, quando ad essere assassinato a coltellate in Passeggiata fu un altro marocchino, il ventiseienne Ayoud El Fadili. Anche allora si parlò di una lite con lo spaccio di droga in sottofondo. Mohamed Hamdi non aveva precedenti per droga, e si trovava in Italia con i documenti regolari. Il permesso di soggiorno glielo aveva rilasciato la questura di Prato. L’unico suo guaio con la giustizia era stato una denuncia, presa insieme ad altre 15 persone, per invasione e danneggiamento di edificio a Prato. A Viareggio, altra città che frequentava, era stato identificato dalla polizia nel 2010. Ma non è chiaro per quale episodio.
Intanto c’è lo sgomento, se non la rabbia, dei frequentatori della pineta. Il fatto è che qui c’è l’anima silenziosa della città, c’è la sua magia. Che strega tutti: viareggini e non. Gli adulti vanno a fare jogging o passeggiano, facendosi accarezzare dal respiro che passa tra gli alberi anche nelle giornate più afose. Bici e risciò - quelli carichi di ragazzini urlanti - sono l’unico mezzo di locomozione alternativo ai piedi. I bambini, invece, impazziscono per le giostrine e il trenino. Quando sono più grandi si buttano sulle macchinine, o sui kart a pedali. E vai col divertimento. Dopo tutto ciò, grandi e piccoli si mangiano il bombolone al Gatto nero, col mitico dirigibile Pippo che porta questa leccornia piena di zucchero. E poi si va a dare un’occhiata al laghetto dei cigni. I più piccoli osservano ammirati gli animali, si sentono come se fossero in uno di quei documentari che sono obbligati a vedere. Però è meglio. «Perché questi sono veri, papà». Così il bimbo o la bimba cerca di avvicinarli o dar loro da mangiare, rischiando il dito indice. E quando muore o sparisce un cigno - purtroppo succede anche questo - a Viareggio è un fatto di cronaca. E c’è da poco da scherzarci. Perché la pineta è la pineta. Non esiste la città senza di lei, e lei non esiste senza la città. Eppure, per quanto possa sembrare assurdo, accanto a tutto questo, accanto ai sorrisi e alle urla dei bimbi, si vende e si consuma droga. Soprattutto nelle ore notturne, ma non solo. «L’altro giorno ho visto un uomo che sniffava cocaina su un tavolino in pieno giorno, senza curarsi della famiglie che aveva intorno - ha raccontato una commerciante della zona - È ora di finirla».
@matteotuccini
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