Il dolore
Beach stadium a rischio senza l’accordo Comune-Authority
Il presidente Carpita: il commissario ci incontri presto La squadra tre volte campione che nessuno considera
VIAREGGIO. I pensieri dolci di un recentissimo passato che consegna il Viareggio all'epicità del beach soccer e quelli amari di un domani nel quale gravitano solo incognite. Seduto ad un tavolo del suo ristorante, Giancarlo Carpita - presidente della squadra - confida il suo conflitto interiore. Le sbrilluccicanti medaglie appese al collo dei giocatori, dello staff e della dirigenza hanno un risvolto ombroso, come il domani della sua società senza certezze sul futuro del "Matteo Valenti Beach Stadium". Esprime soddisfazione per la maestosità del capolavoro della squadra e al tempo stesso una rabbia mista a sconforto per un progetto che, alle condizioni attuali, non può decollare come nelle intenzioni. Il telefono squilla incessantemente, una richiesta di prenotazione dietro l'altra. Carpita risponde, prende nota e riprende il discorso esattamente dal punto in cui lo aveva interrotto. 30 settembre 2017, la deadline. Quel giorno scadrà la concessione dell'area su cui - da aprile a settembre - sorge il "Beach Stadium". Un anno fa, di questi tempi, la giunta Del Ghingaro annunciò la staffetta tra Autorità portuale e Comune per la gestione di quel tratto di arenile della Darsena: «A settembre (2015, ndr) inizieranno gli incontri per disciplinare il rapporto che verrà a nascere», dichiararono gli assessori Laura Servetti e Sandra Mei. Due mesi fa lo stesso (ex) assessore allo sport aveva aperto alla possibilità di uno spostamento del "Beach Stadium" qualche metro più a Sud, in area comunale. Da allora la questione rimane tuttora in sospeso. Così che Carpita racconta: «Ad oggi, purtroppo, non possiamo fare altro che restare in attesa e valutare eventuali soluzioni alternative. Potremmo, come fanno altre squadre, limitarci a partecipare alle varie competizioni, senza prenderci carico dell'organizzazione di una o più tappe. Non so se, a queste condizioni, rimonteremo il "Beach Stadium" anche nel 2017. Questa situazione ci sta creando diversi problemi». Primo fra tutti il rapporto con gli sponsor: «I contratti che avevamo stipulato con varie aziende - ricorda Carpita - sono scaduti e per poterli rinnovare abbiamo bisogno di garanzie sulla concessione, senza le quali non possiamo siglare accordi con gli importanti brand che si sono interessati a noi dopo le vittorie di tre trofei».
Carpita non ha ancora avuto modo di incontrare il commissario prefettizio, Fabrizio Stelo: «Ho necessità di fissare un colloquio con lui, il più in fretta possibile. Dovrò parlarci seriamente, spiegargli a fondo la questione».
Tre volte campioni, in Italia ed in Europa, nella stessa stagione ed un’incognita grande come un macigno che pesa sul futuro della squadra che ha portato alto il nome di Viareggio: «In ogni parte d'Italia siamo stati applauditi e gratificati, dalle città che ci hanno ospitato agli avversari. A Viareggio questo non è accaduto. Avrei gradito un riconoscimento o almeno un riscontro. Questo mi lascia l'amaro in bocca: meritavamo più considerazione», conclude Carpita.
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