Sicurezza
Gli uomini della neve che scalano le Apuane per fare le granite
Un gruppo di amanti della montagna rievoca la tradizione di raccogliere il ghiaccio della Pania da utilizzare in estate
STAZZEMA. Gli uomini della neve di Cardoso, in Alta Versilia, un tempo vendevano il ghiaccio della Pania a Forte dei Marmi e a Viareggio. Erano gli anni in cui nelle case non c’era ancora il frigorifero e per conservare il cibo, soprattutto d’estate, bisognava acquistare il ghiaccio. Il commercio della neve è andato avanti fino agli anni Cinquanta, finché non si è arrivati alla diffusione capillare del frigorifero anche nei piccoli borghi. Oggi la tradizione è portata avanti con passione da un gruppo di persone che dal 2005 sale sulla Pania della Croce per portare la neve alla chiesa di San Leonardo, nel bosco sopra Cardoso, in occasione della Pentecoste. Tra maggio e giugno i moderni uomini della neve partono a piedi alle 4 e mezza del mattino per raggiungere la “buca della neve” a quota 1.600 metri circa, dove ne raccolgono anche due o tre quintali. Mettono la neve in grandi buste di plastica per trasportarla con gli zaini fino alla chiesa di San Leonardo, dove a mezzogiorno si svolge una festa paesana a base di tordelli e altri prodotti locali.
Con la neve della Pania vengono fatte le granite per i bambini. Lungo il cammino, a 1700 metri d’altitudine si trova il “Passo degli uomini della neve” a testimonianza di questo antico mestiere: è vicino al rifugio Rossi sulla cresta est della Pania.
Quest’anno, per la prima volta, il rituale si è ripetuto il 6 agosto per la chiesa della Madonna delle nevi di Stazzema. «Con il caldo che ha fatto è stata una scommessa – racconta Francesco Felici – oltre alla buca della neve che conosciamo, sapevamo che in alcuni scritti del 1700 si parlava di altre buche. Abbiamo quindi coinvolto gli amici del gruppo Speleo Versilia per calarsi giù in modo da poter prendere la neve più in profondità. Eravamo otto persone in tutto con un bassotto. Siamo partiti alle 9 da Cardoso e siamo rientrati alle 18,30 con una sola sosta di 45 minuti. Un cammino di circa 15 chilometri con un dislivello di 1600 metri, dai 200 metri della partenza ai 1800 sui monti. Era talmente freddo che pensavamo di prendere la neve dal cielo invece che dalle buche. Un vento incredibile che nonostante giacca e cappello ci ha messo in difficoltà. Ma volevamo farlo e per l’accoglienza che abbiamo ricevuto all’Oratorio della Madonna delle Nevi di Stazzema ne è valsa sicuramente la pena. Siamo partiti senza sapere se saremmo riusciti a trovare la neve, ma semplicemente con la voglia di farlo e ci siamo riusciti».
Il gruppo dei moderni uomini della neve ha conservato anche la tradizione delle conchiglie per comunicare. «Sono i cellulari di una volta – spiega Felici – si tratta di particolari conchiglie, la Charonia Tritonia, che un tempo venivano suonate sui monti quando si facevano le castagne. I suoni hanno tonalità diverse e si possono sentire da una vallata all’altra. Alcune famiglie hanno ritrovato le conchiglie in soffitta ma nessuno sa suonarle più. Noi usiamo le nostre quando andiamo a prendere la neve per segnalare che stiamo ritornando. Il suono arriva anche a chilometri di distanza. Non sappiamo come mai queste conchiglie siano finite sui monti ma è una conferma del legame tra queste montagne e il mare, così vicino all’Alta Versilia».
Il gruppo degli uomini della neve è composto da 14 persone, dai bambini di 8 anni ai sessantenni, e ne fanno parte anche alcune donne. «Inseriamo sempre ragazzi molto giovani – spiega Felici – per poter portare avanti la tradizione, per dare idee, contenuti e far continuare le cose belle del nostro territorio».
Il gruppo ha la sua pagina Fb “Uominidellaneve”, con il logo disegnato dal pittore viareggino Giorgio Michetti: rappresenta un uomo che trasporta un grande fiocco di neve sulle spalle.
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