Lutto
Dubbi e paure a Valdicastello: sono sicuri i nostri ortaggi?
Il Comitato esprime preoccupazione per l’ordinanza sul consumo dei prodotti coltivati nei campi del paese
PIETRASANTA. «La gente di Valdicastello è preoccupata: l’ordinanza sul divieto di consumo, non informato, degli ortaggi coltivati in paese è poco chiara. Anzi, non è chiara per niente». Rabbia, paura, dubbi: il Comitato di Valdicastello a un anno e dieci mesi di distanza dal deflagrare dell’emergenza tallio nell’acqua, si definisce sfiduciato. «La prossima settimana torneremo in Procura per presentare un nuovo esposto sulla presenza dell’eternit nella frazione. Lo ribadiamo: c’è sfiducia nei confronti delle Istituzioni e di chi è preposto a darci risposte. E comunque, tornando all’ordinanza, si possono mangiare o non mangiare, in tutta sicurezza, gli ortaggi coltivati in paese? Cosa significa, sempre da dettame dell’ordinanza firmata dal sindaco, che se regalo dei pomodori a qualcuno lo devo preventivamente informare che questi pomodori vengono dagli orti di Valdicastello o del Pollino? Di cosa dovrei informarlo, degli eventuali rischi che si corrono mangiandolo o di che altro? Non si può campare nel dubbio e nell’attesa: cosa ne è stato dello studio epidemiologico dell’Asl i cui esiti attendiamo da tempo per conoscere il nostro stato di salute? Perché l’ordinanza di divieto di commercializzazione e consumi dei prodotti ortofrutticoli arriva a distanza di 7 anni dal primo divieto di attingere l’acqua dal fosso Baccatoio per irrigare gli orti? Mallegni la sua giunta vengano in paese a spiegarci come stanno le cose, abbiano il coraggio di metterci la faccia – rilanciano dal Comitato – perché con questa ordinanza accentuato le nostre paure, le nostre incertezze».
«Proprio Mallegni aveva detto, al paese, che entro la fine di giugno – fanno sapere a Valdicastello - sarebbero state individuate le sorgenti alternative dalle quali attingere per irrigare orti e giardini. Siamo a metà agosto e niente è stato fatto. Servono altre parole?».
C’è poi il capitolo, sempre all'interno dell'ordinanza, dedicato al censimento dei pozzi presenti nelle singole proprietà private. «Leggiamo di pozzi da censire, in taluni casi da cementificare, con il Comitato delegato al ruolo di controllo. Ma noi non siamo degli sceriffi, a ognuno il proprio compito: questo è un presupposto sbagliato per arrivare a una soluzione. E poi, lo ribadiamo, devono essere coinvolti i ricercatori di Scienze della terra dell'Università di Pisa nell’attività di monitoraggio della concentrazioni di elementi potenzialmente tossici nei vegetali Le chiacchiere stanno a zero e questa ordinanza non aiuta, anzi, peggiora la situazione. A Valdicastello abbiamo 20 fabbricati dove l’uso dell’acqua potabile è vietato: a distanza di quasi due anni siamo ancora in attesa di risposte. Non è accettabile, non è giusto».
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