Il Tirreno

Versilia

Disabili e autonomi: nella casa della Crea

di Donatella Francesconi
Disabili e autonomi: nella casa della Crea

Prima struttura di questo tipo in Versilia, nel quartiere Migliarina

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VIAREGGIO. «Il tuo nome? E il tuo cane come si chiama?» domanda al cronista il giovane sulla soglia della casa-famiglia della Crea alla Migliarina. E viene il dubbio che l'essenza della vita sia tutta qui. Chi sei e se hai un cane. All'ombra di questa casa colonica che la cooperativa da sempre al lavoro nel sociale ha acquistato con un mutuo ipotecario per dare il via ad un progetto al quale l'Italia ha da poco dedicato una legge: l'accoglienza dei disabili che possano avere percorsi di autonomia così da rassicurare le famiglie che vi sarà un futuro per queste persone anche dopo la morte dei genitori, sui quali ricade il lavoro dell'intera vita di un figlio disabile.

La grande cucina con il camino, l'aia sul retro con un pezzo di terreno sul quale crescono rigogliosi pomodori e zucchine, grazie all'aiuto di un ex operatore della Crea che - andato in pensione - ha dato una mano. Ed ancora la stanza laboratorio, una piccola officina, un altro locale appena restaurato sul lato della casa: «Potrebbe accogliere attività per tutto il quartiere», suggerisce Vera Caruso, presidente della cooperativa. La casa ha ancora necessità di lavori. E serve con urgenza un ascensore: «Per questo ci siamo rivolti - continua Caruso - alle due Fondazioni bancarie, quella della Cassa di risparmio di Lucca e quella della Banca del Monte».

Al piano terra c'è un salottino comune, per leggere, chiacchierare, guardare la tv. Al secondo piano, invece, le camerette, tutte arredate. Al momento - fa il punto Vera Caruso - «la struttura non è ancora residenziale. Ma l'idea è di avere sei posti fissi più due per le emergenze». Un ricovero, un viaggio, o anche solo un fine settimana fuori città per la famiglia di un giovane disabile rischiano di trasformarsi in una missione impossibile: «Sapere che c'è una possibilità per le famiglie è importante», sottolinea la presidente della cooperativa.

Al momento la casa alla Migliarina viene utilizzata per sperimentare le possibilità di autonomia dei giovani e meno giovani che già frequentano le attività della cooperativa Crea. Ma anche per fine settimana, brevi vacanze. Vera Caruso ricorda «la gioia dei genitori di una ragazza che si sono trovati davanti la figlia, in questa cucina, a servire loro la tazzina del caffè». E basta vedere la tavolata sull'aia all'ora di pranzo - tutti intorno alla pizza, ospiti ed operatori insieme - per avere netta la sensazione che in questo angolo di campagna ci sia vita vera.

L'impegno della cooperativa storica di Viareggio è stato riconosciuto anche dalla Regione Toscana. Almeno sulla carta, in una vicenda che ha dell'assurdo: «Un anno e mezzo fa - ricorda la presidente - abbiamo partecipato ad un bando della Regione per strutture di tipo "leggero" e progetti sperimentali per il cosiddetto "Dopo di noi". Capofila del progetto era la Società della salute e abbiamo anche vinto. Ma i soldi non ci sono». La Crea «ha comunque attivato il progetto che, a questo punto, deve coinvolgere una regia pubblica». Di strutture di questo tipo ne possono nascere altre, oggi che si attendono i decreti attuativi della legge sul "Dopo di noi" - questa l’idea - e la Versilia può farne una vera e propria rete di sostegno alle tante famiglie che vivono quotidianamente il rapporto con la disabilità fisica e mentale.

Affinché ciò sia possibile è necessario un progetto collettivo, ma anche che la maxi Asl non si perda per strada le esigenze dei territori che la compongono e le competenze necessari per affrontarlo. Così da non rendere un viaggio nell'inferno della burocrazia il rapporto delle famiglie e dei cittadini disabili con la ricerca di tutto quanto dovrebbe andare in loro favore.

Intanto, la nuova struttura assicura che darà il benvenuto a chiunque darà una mano per le mille esigenze che la casa ancora ha. Farsi avanti merita. Per ricordarci chi siamo.

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