Lutto
Sant’Anna e Nizza: noi vittime dello stesso orrore
La console italiana nella città francese e il sindaco Verona rievocano le due stragi davanti al Monumento Ossario
SANT’ANNA DI STAZZEMA. L’eccidio di Sant’Anna e la strage di Nizza. Lo stesso orrore, settantadue anni dopo, a poche centinaia di chilometri di distanza. È cambiato il mondo ma l’Europa si ritrova di fronte alla ferocia capace di seminare morte, uccidendo bambini, martoriando centinaia di corpi. Oggi come ieri: è questo il leit motive che ha segnato la cerimonia commemorativa dell’anniversario di Sant’Anna di Stazzema.
Lo stesso terrore, lo stesso sgomento. Quello di Enrico Pieri e di Milena Bernabò, sopravvissuti all’eccidio, come quello che si legge negli occhi della console italiana a Nizza, la viareggina Serena Lippi, mentre in mezzo ai superstiti del 12 agosto 1944 rievoca dal Monumento Ossario l’attentato del 14 luglio di cui è stata testimone diretta.
Il luogo è il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna, sotto il monumento dedicato alle 560 vittime della strage nazifascista. Sullo sfondo si vede il litorale della Versilia, che somiglia a quello che incornicia la Promenade des Anglais. Mentre Serena Lippi parla, sembrano quasi scorrere di fronte alla platea le immagini della tragedia di un mese fa: l’autocarro bianco che si abbatte sulla folla a tutta velocità, nel giorno della festa nazionale, ammazzando 85 persone, ferendone molte altre.
«Sono stata testimone di quella carneficina - dice la console Lippi delineando il parallelo con Sant’Anna - le stragi sono entrambe atti terroristici: l’obiettivo erano persone inermi, la cui unica responsabilità sarebbe stata quella di non appartenere a una razza o a una religione».
Lo stesso concetto è stato ben espresso dal primo cittadino di Stazzema, Maurizio Verona. Riferendosi al terrorismo ha detto che «meno di un mese fa è toccato a Nizza, a pochi chilometri da noi, e abbiamo sentito la necessità di avere qui con noi un testimone di quegli eventi come il console generale Serena Lippi. Quella strage ci colpisce perché non vi erano obiettivi sensibili da colpire, l’unico intento era seminare il terrore: abbiamo sentito forte a Stazzema questa somiglianza. Il 14 luglio è una data fondativa per l'Europa così come il 12 agosto».
A Sant’Anna, diventata con una legge del 2000 sede del Parco Nazionale della Pace, sta per decollare un nuovo progetto di pace, la Fabbrica dei diritti. Con un archivio multimediale del Parco, con contenuti relativi all'Armadio della vergogna, alla Commissione parlamentare di inchiesta e le stragi sulla Linea Gotica, si svolgeranno attività rivolte ai giovani e agli studenti sul tema della memoria e della pace. «Stazzema è il luogo della memoria – ha ribadito il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri parlando dal Monumento – perciò la riflessione sui valori della libertà, della solidarietà, della pace e del rispetto delle vittime, deve ripartire da qui». Ferri ha promesso che l’obiettivo del Governo sarà quello di portare nelle scuole ore di lezione dedicate alla memoria.
Le celebrazioni si sono concluse con un’immagine toccante: Bernard Dika, presidente del Parlamento degli studenti della Toscana, ed Enrico Pieri, superstite e presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna, hanno dispiegato la bandiera dell'Unione Europea. «I giovani ci sono e noi abbiamo voglia di essere coinvolti» ha detto Dika consegnando la t-shirt rossa del Parlamento degli studenti con l'hashtag #maipiusantanne, la frase che Enrico Pieri dice spesso ai ragazzi quando racconta la sua testimonianza.
Tiziano Baldi Galleni
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