Gioco
Psicologi per la Pokè-mania l’Hotel Byron assiste i clienti
L’imprenditore Salvatore Madonna organizza un servizio di “riabilitazione” «Anche i miliardari girano per l’albergo alla ricerca degli animaletti virtuali»
FORTE. La sindrome da Pokèmon ormai sta contagiando milioni di persone: la caccia al Ratatta o al Pidgey è diventata la moda del momento e, secondo le stime del traffico internet, gli utenti della rete passano più tempo a cacciare i mostriciattoli giapponesi che su Facebook, fino a oggi il maggior catalizzatore di traffico online.
L’ossessione coinvolge tutti, anche i miliardari super vip che frequentano gli hotel a 5 stelle, con suite da 5.000 euro al giorno.
Per questa ragione, Salvatore Madonna, a capo della catena alberghiera Soft Living Places, che vanta tra i suoi gioielli il Byron di Forte dei Marmi, ha deciso di offrire una consulenza psicologica ai clienti, con l'aiuto della psicologa Serenella Salomoni di Padova.
I mostrini del videogioco nascono nel 1996 dalla mente dell’informatico giapponese Satoshi Tajiri che sviluppò per al prima volta questa serie di animaletti digitali. I pokèmon sono ritornati recentemente di moda grazie all’applicazione Pokèmon Go che, tramite un sistema di realtà aumentata, dà la possibilità a chiunque, girando per la propria città, di catturare i mostri.
Non è solo il gioco dell’estate, il videogioco ha dato il via a un’isteria collettiva che, secondo alcuni , sta provocando dipendenza.
«La dipendenza da Pokemon non conosce barriere sociali - spiega Madonna - e in passato la mia catena intervenuta in modo analogo per la dipendenza da Iphone o dalle tecnologie».
Ora, spiega l'imprenditore, capita di vedere «miliardari, sceicchi, emiri, le loro mogli e i loro figli, oligarchi russi e industriali italiani, inseguire gli animaletti virtuali in piscina, piuttosto che nella hall, alla reception. Per questo ho deciso di mettere a disposizione dei miei clienti una consulenza da parte di psicologi poliglotti, che potranno intervenire nei casi di patologia pi marcata. E' il primo servizio al mondo di questo tipo».
Per la psicologa Serenella Salomoni, «possiamo parlare di sindrome di massa che non conosce confini sociali, economici e culturali. Quando si delineano queste dipendenze, bene che anche uno psicologo possa sovrintendere, soprattutto quando ad essere coinvolti sono dei minori».
La consulenza verrà offerta in modo assolutamente privato e individuale, nel corso della permanenza presso la catena alberghiera toscana.
Chi vuole disintossicarsi dalla caccia online dei Pokèmon potrà quindi provare a confessare i suoi più reconditi desideri a un professionista del settore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
