Il Tirreno

Versilia

Delitto Iacconi, ora la verità è a un passo

di Matteo Tuccini
Delitto Iacconi, ora la verità è a un passo

Chiuse le indagini sui due maggiorenni finiti nel mirino della Procura: l’ipotesi è omicidio

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VIAREGGIO. La verità è sempre più vicina. Anche se sarebbe corretto dire una parte della verità. Perché per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto a 34 anni dopo un pestaggio nella notte di Halloween del 2014, c’è già stata una condanna. Una doppia condanna a dodici anni di carcere, inflitta dai giudici sia di primo grado che d’appello a un ragazzo di diciotto anni. Che si era autoaccusato di tutto pochi giorni dopo l’aggressione.

Secondo gli inquirenti, in quella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre in via Coppino in Darsena, la violenza ha avuto anche altri volti. Ragazzi che avrebbero avuto un ruolo nel pestaggio omicida di Iacconi e in quello, conclusosi con ferite gravissime, di Matteo Lasurdi. In entrambi i casi con l’uso del casco. Per due dei ragazzi finiti nel mirino, Federico Bianchi e Alessio Fialdini, 21 e 19 anni, la Procura ha comunicato agli avvocati difensori la conclusione delle indagini aperte quasi due anni fa. Questo significa che i loro legali - Massimo Landi per Fialdini e Maria Laura Bitonte per Bianchi - hanno venti giorni di tempo per presentare qualsiasi documento possa essere utile alla loro difesa. Possono rilasciare dichiarazioni, o anche farsi interrogare. Allo scadere dei venti giorni ci sarà la fissazione dell’udienza preliminare. Dove il gup del tribunale di Lucca deciderà se mandare i due ragazzi a processo. A meno che il pm Sara Polino, titolare dell’inchiesta, non chieda l’archiviazione.

Un altro pezzo di verità, insomma, si avvicina. L’ipotesi fatta dalla Procura è che il ragazzo che si era presentato spontaneamente in commissariato a Viareggio, per parlare con il capo dell’Anticrimine Lucio Chelotti che stava conducendo le indagini, non è stato il solo a colpire Manuele. La versione iniziale del giovane - di cui non pubblichiamo il nome perché minorenne all’epoca dei fatti - raccontava di un solo responsabile dell’aggressione: lui stesso. Successivamente, però, il ragazzo ha cambiato storia. Sostenendo che a dare il primo pugno a Manuele, quello che lo ha steso a terra, è stato Bianchi. Mentre Fialdini - secondo questa ricostruzione - avrebbe dato il primo colpo di casco a Iacconi riverso a terra. Versione fornita anche nell’incidente probatorio del maggio scorso. Quando, di fronte al giudice, il ragazzo ha ricostruito - secondo il suo punto di vista - quanto accaduto quella notte maledetta. Tutto sarebbe partito dalla richiesta di una sigaretta, fatta da due ragazzini allora minorenni a Manuele Iacconi e Matteo Lasurdi, che stavano tornando in auto da una serata nei locali della Darsena. Al semaforo che si trova all’incrocio tra via Coppino e via Oberdan è avvenuto lo scontro, che da verbale è diventato fisico. Per poi finire in tragedia. Nella ricostruzione fornita dal giovane condannato resta un punto poco chiaro. E cioè la frase che Fialdini gli avrebbe rivolto dopo aver assestato la prima “cascata”. Dall’inchiesta si ipotizza che Fialdini avrebbe detto all’amico: «Ti ho fatto vedere come si fa, ora tocca a te». Ma di recente il ragazzo ha risposto di non ricordarsi esattamente queste parole. Fialdini e Bianchi hanno sempre smentito questa ricostruzione, così come il fatto di aver partecipato alla rissa.

Le affermazioni del giovane già condannato saranno l’asse portante dell’inchiesta appena conclusa dalla Procura. Assieme all’esito delle analisi su caschi e vestiti dei ragazzi indagati, esami che la polizia scientifica ha eseguito nella sede nazionale di Roma. Per Bianchi e Fialdini le ipotesi d’accusa sono omicidio volontario, tentato omicidio e lesioni aggravate (per quanto riguarda l’aggressione a Matteo Lasurdi). «Ci auguriamo che l’udienza preliminare venga fissata quanto prima, in maniera da poter arrivare presto alla conclusione della vicenda» ha affermato l’avvocato Riccardo Carloni, che tutela la famiglia di Manuele. Nel frattempo, a novembre, ci sarà il processo di fronte al tribunale dei minori di Firenze per il quarto ragazzo coinvolto nella vicenda, Matteo Della Ragione.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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