La protesta
La ceramica artistica in vetrina a Viareggio
Il punto vendita in via Fratti del marchio Gabbianella ospiterà l’esposizione internazionale della nuova collezione
VIAREGGIO. La terra, i colori, le mani. La natura e il lavoro - ma anche l’estro - dell’uomo. Sono questi i punti di forza del marchio La Gabbianella, l’azienda che ha la sua sede a San Ginese di Compito, che produce oggetti d’arredo per la casa: serviti di piatti, tazze, vassoi, vasi in ceramica, ma anche tovaglie realizzate con tessuti pregiati, taglieri ottenuti da legni particolari. Tutto made in Italy e con materie prima di prima qualità, tanto da conquistarsi, già l’anno scorso, il riconoscimento di “eccellenza italiana” e il contributo della Regione per incentivare i compratori esteri a venire in Toscana. La Regione infatti ha messo a disposizione fondi per finanziare il viaggio iniziale dei vari imprenditori stranieri che avevano voglia di investire in questo prodotto dell’artigianato nostrano.
A parte la sede storica in Lucchesia e il negozio di Lucca, il punto vendita più rappresentativo è sicuramente quello di Viareggio - in via Fratti (quasi all’angolo con via Mazzini): a dimostrarlo è il fatto che quello che molti viareggini identificano ancora come l’ex Mamma Rò (che era una parte del ramo d’azienda) è stato scelto dalla casa madre per rappresentare il marchio e ospitare l’esposizione della collezione autunno-inverno-primavera 2016/17 e con essa tutti i compratori italiani e stranieri che hanno deciso di investire sul marchio toscano e che verranno per fare gli ordini.
«Ci saranno imprenditori provenienti dal Giappone, dagli Stati Uniti, dall’Olanda, dalla Germania, dall’Inghilterra - spiega Lisa Giambastiani, titolare del negozio - oltre a quelli italiani, che si sono lasciati conquistare da questo prodotto tipico dell’artigianato toscano e hanno aperto negozi nei loro paesi. Noi li ospiteremo e mostreremo loro la nuova collezione che abbiamo allestito al piano superiore».
Così dal 5 al 26 settembre il negozio di via Fratti sarà meta di tanti industriali e commercianti che a turno, secondo un calendario preciso di giornate programmate, si avvicenderanno nel negozio di Lisa per decidere cosa proporre nella stagione invernale nei propri punti vendita nei vari paesi del mondo.
Perché proprio Viareggio?
«Il negozio di Viareggio è stato scelto dalla casa madre come vetrina speciale per questo evento proprio per la sua vocazione turistica - spiega la titolare - per il buon numero di strutture ricettive e la grande offerta sul fronte della ristorazione oltre che per le sua posizione e le sue bellezze naturali concentrate tra mare e monti. Anche se la città non è più quella di una volta e deve far fronte a tanti problemi anche di ordine pubblico che noi commercianti viviamo quotidianamente soprattutto qui nella zona del mercato, non dimentichiamoci che Viareggio rappresenta, agli occhi degli stranieri, una meta di grande richiamo».
Il negozio viareggino, il secondo nato dopo quello di Lucca ormai sulla fine degli anni Settanta, diventerà così il “biglietto da visita dell’azienda”, che lo ha preferito anche alla sede storica di San Ginese di Compito - nonostante i tanti metri quadrati di esposizione - proprio come “modello di negozio”: qui i compratori assisteranno anche alle modalità di vendita, di confezionamento dei pacchetti regalo, il rapporto con la clientela, la definizione delle liste di nozze, oltre a vedere in anteprima la nuova collezione, quest’anno ispirata al tema della pastorizia, della transumanza, che rappresenta metaforicamente un viaggio negli antichi saperi e negli antichi mestieri, proprio come quello della lavorazione della “terra rossa” perseguito dalla Gabbianella.
«È la risposta alla plastica, ai siliconi, a tutto ciò che è chimico - spiega ancora Linda Giambastiani - di fatto è un’azienda “verde” in tutti i sensi, visto che usa forni di cottura alimentati da energie derivate da fonti rinnovabili, che riutilizza tutti i materiali di scarto, senza sprecare niente e quindi senza produrre rifiuti».
È il trionfo dell’artigianato, degli oggetti non di serie, dove un pezzo è diverso dall’altro, dove il colore la fa da padrone: un prodotto che tiene banco sulle tavole e nelle case della Lucchesia e della Versilia dagli anni Cinquanta quando con il carretto gli artigiani della Gabbianella caricavano le loro vettovaglie su un carretto e da San Ginese di Compito le portavano in via Fillungo per la vendita. Di strada ne ha fatta: non c’è più il carretto, ma i tanti punti vendita che stanno aumentando a macchia d’olio in Europa e nel mondo, a testimonianza che le buone cose semplici di un tempo alla fine hanno la meglio sulla produzione industriale.
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