Il Tirreno

Versilia

Ex imprenditore lotta per non perdere la casa

di Matteo Tuccini
Ex imprenditore lotta per non perdere la casa

L’immobile messo all’asta dopo il fallimento della sua azienda edile Ma lui porta in tribunale nuovi documenti. E chiede di riaprire il caso

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Ha perso la sua azienda e ora rischia di perdere anche la casa. Che andrà all’asta tra meno di un mese, il 6 settembre. Quella di Ferruccio Fambrini, 60 anni, ex imprenditore viareggino, è una storia difficile. Nata dalla crisi dell’edilizia, che ha travolto il business principale della Versilia - in maniera decisamente più brutale del turismo - e proseguita tra contenziosi con la banca che gli concedeva prestiti. E che ora gli chiede il conto. Fambrini, però, sta dando battaglia per non finire in mezzo a una strada. «Ho trovato nuovi documenti - spiega - che dimostrano che ho ragione. E che la mia casa non può finire all’asta».

L’impresa edile della famiglia Fambrini si chiamava Amor srl: lavorava soprattutto in provincia di Massa Carrara, anche con appalti pubblici. Nel 2006 la Cassa di risparmio di Carrara, istituto di credito che finanzia la Amor, chiede e ottiene dal tribunale un decreto ingiuntivo per recuperare gli scoperti di conto, sempre più pesanti. Nel corso di questo contenzioso, è il 2007, la Amor viene dichiarata fallita. Il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e scatta la cosiddetta “esecuzione immobiliare”, che significa pignoramento e messa all’asta degli immobili di proprietà dei debitori, tra cui la casa di residenza. Fambrini si oppone e la vicenda finisce di fronte al tribunale civile di Lucca. Che nel 2014 dà ragione alla banca, condannando Fambrini e gli altri ex amministratori della Amor a pagare quasi 500.000 euro alla Cassa di Carrara. Nel frattempo l’ex imprenditore denuncia i vecchi vertici dell’istituto di credito, sostenendo che lo hanno condotto al fallimento dopo averlo finanziato a lungo.

Ora siamo all’atto finale. Il 6 settembre la casa di Bicchio dove vivono Fambrini e la sua famiglia andrà all’asta. Ma l’ex imprenditore ha trovato una lettera del 2005 che dimostra «come la stessa banca avesse riconosciuto che, a fronte di un nuovo mutuo di 500.000 euro appena concessomi, i debiti precedenti venivano considerati sostanzialmente nulli». Un documento che, secondo Fambrini e il suo legale (l’avvocato Gabriele Parrini) può portare all’annullamento della procedura di messa all’asta. Così l’avvocato Parrini ha presentato una richiesta straordinaria al tribunale per sospendere tutto. Ora la questione è nelle mani del giudice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web