Italia
Ex imprenditore lotta per non perdere la casa
L’immobile messo all’asta dopo il fallimento della sua azienda edile Ma lui porta in tribunale nuovi documenti. E chiede di riaprire il caso
VIAREGGIO. Ha perso la sua azienda e ora rischia di perdere anche la casa. Che andrà all’asta tra meno di un mese, il 6 settembre. Quella di Ferruccio Fambrini, 60 anni, ex imprenditore viareggino, è una storia difficile. Nata dalla crisi dell’edilizia, che ha travolto il business principale della Versilia - in maniera decisamente più brutale del turismo - e proseguita tra contenziosi con la banca che gli concedeva prestiti. E che ora gli chiede il conto. Fambrini, però, sta dando battaglia per non finire in mezzo a una strada. «Ho trovato nuovi documenti - spiega - che dimostrano che ho ragione. E che la mia casa non può finire all’asta».
L’impresa edile della famiglia Fambrini si chiamava Amor srl: lavorava soprattutto in provincia di Massa Carrara, anche con appalti pubblici. Nel 2006 la Cassa di risparmio di Carrara, istituto di credito che finanzia la Amor, chiede e ottiene dal tribunale un decreto ingiuntivo per recuperare gli scoperti di conto, sempre più pesanti. Nel corso di questo contenzioso, è il 2007, la Amor viene dichiarata fallita. Il decreto ingiuntivo diventa esecutivo e scatta la cosiddetta “esecuzione immobiliare”, che significa pignoramento e messa all’asta degli immobili di proprietà dei debitori, tra cui la casa di residenza. Fambrini si oppone e la vicenda finisce di fronte al tribunale civile di Lucca. Che nel 2014 dà ragione alla banca, condannando Fambrini e gli altri ex amministratori della Amor a pagare quasi 500.000 euro alla Cassa di Carrara. Nel frattempo l’ex imprenditore denuncia i vecchi vertici dell’istituto di credito, sostenendo che lo hanno condotto al fallimento dopo averlo finanziato a lungo.
Ora siamo all’atto finale. Il 6 settembre la casa di Bicchio dove vivono Fambrini e la sua famiglia andrà all’asta. Ma l’ex imprenditore ha trovato una lettera del 2005 che dimostra «come la stessa banca avesse riconosciuto che, a fronte di un nuovo mutuo di 500.000 euro appena concessomi, i debiti precedenti venivano considerati sostanzialmente nulli». Un documento che, secondo Fambrini e il suo legale (l’avvocato Gabriele Parrini) può portare all’annullamento della procedura di messa all’asta. Così l’avvocato Parrini ha presentato una richiesta straordinaria al tribunale per sospendere tutto. Ora la questione è nelle mani del giudice.
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