Il Tirreno

Versilia

Il grido di piazza Dante: assediati

Il comitato dei cittadini ha incontrato ieri il commissario prefettizio Stelo

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VIAREGGIO. I residenti in piazza Dante Hhanno battuto anche la strada che li ha portati fino al commissario prefettizio Fabrizio Stelo che attende di conoscere le decisioni del Consiglio di Stato in merito ai ricorsi presentati dopo l’annullamento delle elezioni da parte del Tar Toscana per capire quanto resterà a governare Viareggio, ma intanto lavora, ascolta, incontra le persone. «Quello che ci è piaciuto - raccontano i rappresentanti del Comitato di piazza Dante - è che lo abbiamo contattato e subito ci è stato dato l’appuntamento». Fu così anche con Valerio Massimo Romeo, nel dopo Betti: i rappresentati dello Stato mostrano più disponibilità nei confronti dei cittadini di quanta non ne abbiano i sindaci che sempre meno votanti si scelgono.

«Quello che più ci pesa», raccontano i residenti nella piazza della stazione ferroviaria, «è che dal 2011 non è cambiato niente, anzi le cose sono peggiorate. Senza che nessuno abbia fatto niente». Eppure il Comitato - è stato detto anche al commissario Stelo - ha raccolto foto e video, testimonianze dirette di cosa accade in strada, davanti ai portoni dei palazzi che ormai si sono dotati tutti di telecamere. Mentre lo scontro tra bande che nasce sempre in piazza Dante è arrivato ad estendersi - questa estate ce lo ha mostrato bene - all’intero centro della città.

«Quando arrivano i turisti alla stazione - racconta un altro esponente del comitato - ci chiedono: “Ma non vi vergognate a tenere una città in questo stato?”».

Decine e decine di giovani nordafricani stazionano sui marciapiedi della piazza, dentro alla stazione, al bar dello scalo, nei giardinetti: «Fumano, si strafanno, attaccati al telefonino per intere giornate, e quando arriva a sera sono “cotti” e scoppiano le risse. È tutto un gridare, un picchiarsi».

La percezione che siano diventati più aggressivi del passato è comprovata dalle reazioni nei confronti delle forse di polizia, ma anche dall’atteggiamento tenuto verso chi protesta: «Ci dicono “chiamate la polizia, su chiamatela, vediamo...”». Così questo racconto è anonimo, per paura di essere cercati portone dopo portone, campanello dopo campanello, cognome dopo cognome.

«Non so quanto rimarrò - spiega al “Tirreno” il commissario Stelo - ma subito dopo Ferragosto contatterò gli altri Enti. Nei locali intorno alla stazione servono più controlli di Asl, Ispettorato del lavoro, Inail. Le regole valgono per tutti e devono essere rispettate». Esattamente come chiedono i residenti tra stazione e centro città.

Donatella Francesconi

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