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Versilia

C’è Di Battista, la Passeggiata straripa

C’è Di Battista, la Passeggiata straripa

Grande successo per la presenza in città della carovana Cinque stelle per il no alla modifica della Costituzione

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VIAREGGIO. «Una piazza incredibile, d’agosto, per un appuntamento rimbalzato solo dai social. Raccontatela una piazza così» grida Alessandro Di Battista, deputato del Movimento Cinque stelle approdato a Viareggio con il suo viaggio “coast to coast” in difesa della Costituzione e per il no al referendum di ottobre. Martedì sera la Passeggia si è riempita come da tempo non si vedeva e molti sono stati anche i turisti che si sono fermati ad ascoltare le voce dell’iniziativa che è andata al di là di ogni previsione in quanto a presenze e partecipazione.

La Viareggio che paga il dissesto mentre la politica che l’ha causato si “ripropone” alla città come la peperonata mal digerita, martedì sera si è fatta vedere. Con la voglia di esserci, di riflettere e anche di discutere. Sui temi nazionali come su quelli locali che non sono poi così diversi, visto lo stato dei conti della città. «O stiamo lì a lamentarci, oppure ci inventiamo qualcosa e ognuno può inventare qualcosa», ha detto in apertura dell’intervento Di Battista. Il quale ha anche incontrato Marco Piagentini e Daniele Rombi, proprio nei luoghi del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, ed ha dato loro la parola sulla propria - seguitissima - pagina Facebook. E quando dal palco è stato ricordato il cavalierato concesso da Giorgio Napolitano a Mauro Moretti, ex ad di Ferrovie imputato per la strage di Viareggio, la piazza grida a lungo «vergogna, vergogna», all’indirizzo dell’ex presidente della Repubblica al quale Di Battista ha dedicato un pezzo del proprio intervento, ricordandone la storia politica.

«Ho deciso di stare in strada per stare a posto con la mia coscienza...Hanno dato 41 giorni di ferie ai parlamentari. E la Camera dei deputati lavora negli ultimi mesi dal martedì pomeriggio al mercoledì sera. Allora, non serve per velocizzare i lavori parlamentari cambiare cinquanta articoli della Costituzione! Sarebbe sufficiente far lavorare i parlamentari dal lunedì al venerdì e dare loro delle ferie normali come i comuni mortali». La piazza applaude e commenta, dice la sua. È un dialogo, aperto, con la sensazione che si potrebbe andare avanti fino a notte.

«Abbiamo un’enorme opportunità: quella di restare cittadini sovrani», è la conclusione dell’intervento: «E far capire a questi usurpatori non eletti da nessuno che esiste ancora un popolo capace di non abbassare la testa e ringraziarli per un bonus, ma capaci di alzarla, di stare a testa alta, a schiena dritta e rivendicare i diritti». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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