Sicurezza
Scappati dalla pineta nel 2007
Caprili coinvolse il ministero dell’interno. E al progetto partecipò la Regione
TORRE DEL LAGO. Si chiude lungo le sponde del lago caro a Puccini una vicenda più Verdiana che Pucciniana, iniziata a Viareggio a fine 2007. Scappano dalla pineta in cui sono accampati i cittadini romeni, tra i quali moltissimi tra donne e bambini, che occupano la ex Telecom, palazzo fatiscente nel quartiere Migliarina. Scappano perché in pineta non si può vivere: il popolo degli spacciatori che vi si accampa non tollera “intrusi”.
A far pesare la propria voce sulla necessità di non risolvere la questione con un sgombero del palazzo è Milziade Caprili, all’epoca vice presidente del Senato e dirigente di Rifondazione comunista. L’amministrazione di Marco Marcucci (centrosinistra) sceglie la strada dell’accoglienza, al quale partecipano anche la Regione ed il ministero dell’interno, oltre che altri Comuni della provincia di Lucca, dove - così nei primi tempi - alcuni Rom della ex Telecom trovano accoglienza, così come alla “Ficaia” di Massarosa, struttura gestita dal Ceis. La forza del progetto è la struttura comunale e la scolarizzazione dei bambini, grazie alle insegnanti della frazione.
Sul progetto la Regione Toscana mette 70.000 euro, per il secondo “step” indispensabile: l’avviamento al lavoro degli ospiti del campo di via Cimarosa. Far entrare un uomo od una donna di etnia Rom nel mondo del lavoro significa abbattere un muro di pregiudizi lungo secoli di storia dei camminanti nel mondo. Niente di tutto questo avviene e non si è mai saputo che cosa il Comune di Viareggio abbia fatto di quella somma. Nonostante più di un assessore regionale - come hanno ricordato proprio in questi giorni gli stessi ospiti del campo - abbia ripetutamente visitato la struttura. Lasciata nell’abbandono, senza un progetto, senza che nessuno abbia mai accettato le ripetute proposte avanzate dall’associazione “Berretti bianchi” per conto dei Rom di avere contatori dell’acqua da pagare in proprio, di poter contribuire con un affitto simbolico che sostenesse il Comune nelle migliorie necessarie. «Vedo dentro la crosta della tua pelle un Rom, un uomo...» recita una poesia Rom. Basta voler vedere. (d.f.)
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