Gioco
Patteggia un anno l’automobilista che investì e uccise Tonacci
Ma il caso è ancora aperto per un ricorso in Cassazione. Il fratello della vittima: «Non si è fatto vivo con i miei genitori per chiedere almeno scusa per avergli ammazzato il figlio»
QUERCETA. Un anno di reclusione (con pena sospesa) e sei mesi senza patente. Questo l’esito del procedimento a carico di Paolo Carrabs, 43 anni originario di Prato, l’uomo a bordo del Land Rover che un anno fa, rientrando a casa, andò a scontrasi con lo scooter sul quale viaggiava Andrea Tonacci, 43 anni, conosciutissimo ingegnere di Querceta deceduto nell’impatto. Un esito frutto del patteggiamento richiesto da Carrabs già nelle fasi dell’indagine preliminare arrivato nel dicembre scorso ma che non chiude, a un anno dalla morte di Tonacci, la vicenda giudiziaria - nella quale i familiari dell’ingegnere sono stati assistiti dall’avvocato Filippi Tacchi - dato che i legali dell’automobilista hanno presentato ricorso in Cassazione: procedura inusuale ma ovviamente prevista dal codice che lascia aperta l’intera vicenda.
L’automobilista - come ha riconosciuto il giudice - ha effettuato una manovra sbagliata, imprudente e senza rispettare il codice della strada. Questo ha provocato la morte di Andrea che quella sera di un anno fa, poco dopo le 20, percorreva via Federigi. Era appena uscito dallo studio professionale dove lavorava con gli amici e colleghi Michele Silicani, ex sindaco di Stazzema, e Martina Casotti, moglie di Silicani. Aveva indossato maglietta e pantaloncini e stava andando a giocare a calcetto con gli amici a bordo del suo scooter.
«Un uomo si definisce dalle sue azioni - dice il fratello dell’ingegnere, Fabio Tonacci, riferendosi all’investitore - Questo tizio, a un anno dall'incidente, non si è fatto vivo con i miei genitori per chiedere almeno scusa per avergli ammazzato il figlio. Si è nascosto dietro ricorsi legali in Cassazione e ha avuto il coraggio di chiedere il risarcimento per i danni riportati dall’auto con cui ha investito mio fratello. Una manovra folle e senza dare la precedenza, come ha sancito il giudice nella sentenza di patteggiamento».
La scomparsa di Andrea Tonacci è stata e continua ad essere una ferita aperta nel cuore di quanti lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. I 12 mesi già trascorsi e quelli che verranno non potranno cancellare dalla memoria la dolcezza del sorriso di un uomo buono, di un professionista affermato che aveva legato il proprio nome anche al mondo del Carnevale di Viareggio con il quale collaborava da tempo.
Per questo primo anniversario della sua scomparsa lo ricordano con amore i genitori Mariagiulia e Mario, Fabio e Camilla, gli zii, i cugini, la compagna Laura e la nipotina Nina. Questa sera alle 21 alla chiesa di Ripa ci sarà una messa in suo ricordo.
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