Italia
La promessa solenne della Sandrelli: «Viareggio, arrivo»
Da Locarno, dove è stata premiata col Leopard Club Award, l’attrice parla della città e annuncia il suo imminente ritorno
LOCARNO.
«Tornerò a Viareggio: l'ho promesso e lo farò!». Che la città, che le ha dato i natali 70 anni fa, sia sempre nel suo cuore, Stefania Sandrelli lo dimostra in ogni occasione. Anche a Locarno, dove venerdì sera di fronte ad una piazza Grande gremita di pubblico, ha ritirato il Pardo assegnatole dal Leopard Club Award – l'ennesimo premio in un 2016 denso di festeggiamenti e riconoscimenti - la Stefania nazionale non ha mancato di ricordare le sue radici.
«Sono nata a Viareggio, un posto di villeggiatura, di mare, un posto bellissimo, con più cinematrografi che chiese e dove venivano proiettati i film piu importanti in anteprima proprio per testarli. Così, io e il mio amatissimo fratello Sergio di sette anni più grande di me, andavamo quasi ogni sera al cinema: con lui sono andata a vedere Dracula ma anche i film di Ermanno Olmi, e insieme ci divertivamo a rifarli artigianalmente in casa. Lui, che era un musicista, mi ha trasmesso la passione per la musica e per il cinema: adorava tutte le biografie. E' stato il mio pigmalione e quando – racconta la Sandrelli a ruota libera - fui chiamata a Roma da Pietro Germi per il provino di . Divorzio all'italiana, tutti i fratelli di mia mamma e di mio padre, che allora era già morto, si opposero. Un nome per tutti: lo zio Pietro. Non volevano che andassi: in fondo avevo solo 15 anni. Ma fu mio fratello Sergio a dirmi con fermezza: “Stefania ti porto io”».
Fu così che i due fratelli Sandrelli salirono su un treno diretto nella capitale: correva l'anno 1961. «Ricordo ancora benissimo quel viaggio in treno fatto da Viareggio a Roma per partecipare al provino di un regista come Germi, che mi aveva vista solo in alcune fotografie, ma di cui io invece conoscevo già i film. Avevo solo15 anni, ma quando mi sono trovata di fronte a lui non ha avuto paura: io sono sempre stata un'istintiva. Che andasse come sarebbe dovuto andare: e se non fossi piaciuta io e Sergio ce ne saremmo ritornati nella nostra bellissima città a vedere tanti altri bellissimi film».
Germi fece il provino a Stefania «ma – racconta l'attrice – è sempre stato un regista pieno di dubbi, così mi tenne tre mesi in ballo tanto che io nel frattempo girai Gioventù di notte di Mario Sequi. E ciò fece molto arrabbiare Germi, che alla fine però mi scritturo' per “Divorzio” al fianco del grande Marcello Mastroianni».
Una collaborazione che ha valso a Stefania l'appellativo di “attrice di Germi”: così la chiamava infatti Bernardo Bertolucci, altro regista caro a Stefania, che quest'inverno è stato a Viareggio per EuropaCinema Film Fest, presenziando anche all'inaugurazione della mostra di suoi disegni a Villa Argentina. «Sono molto legata a Bernardo. Non molto tempo fa, a Roma, ci siamo visti a cena – racconta Stefania – abbiamo parlato tanto: Bernardo si ricordava i lunghi pianti che io facevo per girare una scena di Novecento dove interpretavo una maestrina che insegnava ad un gruppo di anziani e che dovevo annunciare la loro morte in una casa incendiata dai fascisti. Un giorno piansi per otto ore. Bernardo se lo ricordava, ma non aveva mai capito le ragioni, così gli ho spiegato che io, fin da piccola, ho sempre avuto una passione incredibile per le persone anziane. Anche a Viareggio quando passeggiavo con mia mamma per le vie della città ed incontravamo un vecchietto chiedevo sempre di portarlo a casa nostra, tanto che mia mamma ogni volta diceva “È di nessuno questo vecchietto? Mia figlia vorrebbe prenderlo“».
Un fiume di ricordi legati alla città da dove Stefania ha spiccato il volo giovanissima per il suo viaggio nella celluloide, lungo 55 anni.
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