Sicurezza
La rivolta di Pontestrada contro sindaco e assessore
PIETRASANTA. Il rischio è che «Pontestrada, come quartiere, rischi di morire soffocato dal passaggio, senza sosta, di camion e auto. E tutto questo per una scelta, sbagliata, dell'amministrazione...
PIETRASANTA. Il rischio è che «Pontestrada, come quartiere, rischi di morire soffocato dal passaggio, senza sosta, di camion e auto. E tutto questo per una scelta, sbagliata, dell'amministrazione Mallegni».
Mentre il cantiere per il “by-pass” fra via Torraccia e via Provinciale di Vallecchia e la realizzazione di due rotatorie (una all’altezza dell’Accademia lungo la via Provinciale e l’altra sempre lungo la via Torraccia) prosegue, il comitato di frazione punta l’indice contro il sindaco Massimo Mallegni e l’assessore Simone Tartarini.
«Il primo è venuto meno ad un impegno scritto - dicono - visto che assicurò a suo tempo la priorità dell’intervento sulla via Pisanica. Intervento che avrebbe evitato l’aumento del flusso su Pontestrada. Il secondo, Tartarini, si distingue per affermazioni davvero sconcertanti: dire che l’opera in corso consentirà a via San Francesco di avere un traffico meno pesante ci lascia senza parole. Siamo delusi - proseguono dal quartiere - e arrabbiati: il fatto di essere stati dimenticati dalla politica, da chi ci amministra, dalle istituzioni, è qualcosa che ci amareggia e che ci fa pensare».
«A oggi, su Pontestrada, ogni giorno, transitano circa quindicimila mezzi: con la nuova viabilità la situazione peggiorerà ulteriormente. Un amministratore ha detto che grazie a questi lavori ci sarà più sicurezza per gli studenti delle Stagi: bene, ma con i bambini di Pontestrada, che si muovono in bici e provano ad attraversare la carreggiata, come la mettiamo? La verità - proseguono dal Comitato - è che stanno distruggendo un paese creando grave danno a tutta una comunità: abbiamo presentato una serie di esposti, i residenti hanno contribuito mettendo mano al proprio portafoglio per bloccare questa opera e ripristinare il vecchio progetto che prevedeva, come da contributo statale, il collegamento con la via Pisanica e il conseguente allargamento di una strada oggi molto pericolosa».
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