Sicurezza
Condannati a vivere con i rifiuti in strada
Anno dopo anno, amministrazione dopo amministrazione, il servizio di raccolta gestito da Sea conferma i suoi limiti
VIAREGGIO. Sedici presidenti e cinque amministratori delegati, in poco più di dieci anni per un contratto di servizio che nel 2005 valeva 11,5 milioni ed oggi tocca quota venti milioni con una punta di ventuno nel 2012/2013. È il pianeta Sea, nel senso dell’azienda che a Viareggio gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Anzi, delle aziende. Perché Sea Ambiente, che ha il contratto con il Comune, si occupa della spazzatura indifferenziata (cassonetti grigi) e Sea Risorse di quella differenziata. Insieme hanno costituito Vera che gestisce l’impianto di compostaggio di Pioppogatto.
Le foto “pescate” dall’archivio del “Tirreno” raccontano la storia di un’azienda che - in dieci anni - mostra gli stessi problemi e le stesse criticità. Nel senso che la raccolta del rifiuti stenta, i cassonetti - quelli colorati della differenziata così come quelli grigi - sono stracolmi, il rebus dei passaggi degli operatori per il ritiro resta tale e quale mentre il costo del servizio aumenta di dieci milioni in dieci anni. Una storia di disservizio che - date ed immagini alla mano - coinvolge il centrosinistra che sceglie la strada del socio privato per fare nascere Sea Risorse (2003, prima Giunta Marcucci) dalla costola di “BioSea”, il centrodestra (2008-2012, amministrazione Lunardini) che subisce il pressing-impianti, al punto da valutare la realizzazione di un bruciatore per biomasse osteggiato dai cittadini e messo da parte con voto del consiglio comunale, ed ancora il centrosinistra. Perché, eletta nel giugno 2013, l’amministrazione di Leonardo Betti sarà attraversata da no totale di Sea al taglio calcolato dall’ufficio ambiente fianco a fianco con l’allora assessore Gloria Puccetti, poi sfiduciata. Ci proverà di nuovo il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, che dovrà fermarsi ad un meno 800.000 euro.
Tema rifiuti centrale anche per l’amministrazione del sindaco “Rifiuti zero”, Giorgio Del Ghingaro, che punta sul porta a porta spinto ma non vince la guerra al cassonetto che straripa e non affronta il nodo del fallimentare esperimento delle isole ecologiche in Darsena.
Sedici presidenti, cinque ad, venti/ventuno milioni di euro pagati dai cittadini, i rifiuti sempre in strada. «Ma se comprasse da me il pesce tutti i giorni, lasciasse i soldi ed uscisse dal negozio a mani vuote, quanto sopporterebbe?» domanda, esasperato per l’ennesima mancata raccolta, un negoziante al cronista. Neppure un minuto, è inevitabile. Eppure i viareggini sopportano da oltre dieci anni un sistema che evidentemente non è adatto a quanto viene prodotto, o non è organizzato per dare il rendimento che ci si attende dalla cifra pagata, e che per di più produce utili per le due aziende a partecipazione pubblica.
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