Il Tirreno

Versilia

Un sogno americano di Stefania: «Adesso insegno il gelato ai californiani»

di Cesare Bonifazi
Stefania Zerbinati dietro al bancone
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Stefania Zerbinati dietro al bancone

Stefania Zerbinati ha lasciato la sua famiglia a Massarosa e si è trasferita a Sacramento per aprire un locale “toscano”

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MASSAROSA. Chi l’ha detto che il sogno americano è morto? Sicuramente non Stefania Zerbinati, 46 anni, massarosese, che da due ha deciso di mollare l’Italia e trasferirsi con i figli in California per aprire un locale italiano: la sua specialità è il gelato. Il marito, Franco, lo ha lasciato a Massarosa a lavorare: ha una ditta che vernicia yacht a Viareggio e quando può sale su un aereo per rivedere la moglie e i figli.

Il caffè di Stefania si chiama Eatuscany, nome che deriva dalla crasi in inglese tra “mangiare” e “Toscana”. Lo ha aperto a Sacramento, la Capitale dello Stato della California.

Tra i tanti prodotti e manicaretti che propone la sua cucina, tutti di origine italiana, esibisce una gustosa varietà di gelato come solo in Italia sappiamo fare.

«Importo le nocciole e i pistacchi direttamente dall’Italia- racconta - ci tengo molto che il sapore di quello che servo sia italiano autentico».

E che gli americani abbiano una passione per la nostra leccornia estiva non è davvero una novità; per questo Stefania ha deciso di farne il piatto forte del suo menù. Da dietro il bancone serve dodici gusti differenti di gelato.

«Ho frequentato la scuola del gelato a Rovigo e ho imparato i segreti della preparazione - racconta - a quanto pare i clienti apprezzano».

E molto, tanto che la televisione locale ha deciso di dedicarle un ampio servizio: la giornalista si stupisce del fatto che esistano corsi professionali per fare il gelato e chiede la differenza tra il gelato originale e il loro “ice cream”.

«Cambia la preparazione: il gelato è artigianale e contiene prodotti naturali - dice - e poi è differente anche il contenuto calorico: il gelato è molto più leggero».

La scelta di Stefania è stata temeraria: era disoccupata, con due figli adolescenti e il suo sogno era sempre stato quello di aprire un ristorante ma in Italia non c’era mai riuscita.

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«Inoltre volevo un futuro migliore per i miei figli - racconta- l’economia italiana non mi dava le sicurezze che avrei voluto per loro. Da anni alcuni miei parenti californiani mi dicevano di trasferirmi là perché avrei potuto trovare qualcosa da fare, magari aprire un locale tutto mio. Ma all’inizio ero un po’ titubante: mia madre, la mia casa, mio marito erano in Italia e non sapevo se ero pronta a un passo del genere».

Ma si è lasciata convincere e a gennaio 2015 è partita con i suoi figli con un biglietto solo andata per gli States: «Sono sempre stata fiduciosa nel fatto che il sacrificio porta sempre a dei risultati e ho deciso di partire - dice - all’inizio aprire un caffè è stato molto complicato: c’erano tanti fogli da riempire e non conoscevo la burocrazia. Ho avuto un grandissimo supporto da parte della mia famiglia americana e ci sono riuscita. Adesso - ammette- ho preso confidenza con la lingua e potrei farlo da sola».

Stefania propone un menù per lo più toscano con prodotti che arrivano direttamente dalla nostra Regione: primi, secondi, panini e piatti vegetariani, in pieno italian style.

«Mi sono messa d’accordo con un altro ristoratore italiano che vive qua e facciamo insieme gli ordini - dice - adesso l’attività sta andando molto bene e sembra anche che i miei figli apprezzino la vita americana: per ben due estati consecutive hanno preferito il mare della California e non sono tornati in Versilia. L’unica cosa che mi manca è la famiglia che ho lasciato a Massarosa, la mia casa. Fortunatamente - dice - mio marito riesce a venire quando può e a stare un po’ con noi. Dovrebbe arrivare proprio in questi giorni».

Sembra che quindi il sogno americano di Stefania si sia realizzato e la sua carriera da imprenditrice sta effettivamente volando: «Adesso il mio obiettivo è espandermi e aprire altri ristoranti Eatuscany in America. Per il futuro, non vediamo un ritorno in Italia. Non è molto plausibile per noi tornare in Versilia anche perché i miei figli si sono stabilizzati: hanno le loro amicizie e una vita che amano».

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