Lutto
Il quartiere di ferma per l’ultimo saluto ad Almisio Agostini
L’anziano, 78 anni, è morto in via dei Lecci domenica Il parroco di Santa Rita: gentile, generoso, attento
VIAREGGIO. «Se ti dicono che era un brav’uomo non gli credere...Perché Almisio era bravissimo». Così al cronista sulla soglia della chiesa di Santa Rita, quartiere ex Campo d’Aviazione, nel pomeriggio del funerale dell’anziano commerciante morto mentre percorreva via del Lecci, domenica sera, dopo l’urto con un’auto. «Oggi il quartiere si è fermato», sono le parole del parroco, don Luigi: «Guardate quanti siamo...Perché Almisio era un riferimento di gentilezza, generosità, attenzione per il quartiere. Disponibilità nell’amore per il suo lavoro e per la sua famiglia. Grazie per quello che ha significato per tante persone».
Legge l’Antico Testamento, don Luigi, là dove si dice che «nulla si perde, tutto acquista un senso». Un senso che la strada lungo la quale è accaduto l’incidente mortale non ha. Basta un colpo d’occhio: se un mezzo a due ruote, bicicletta o motorino che sia, viaggia da Viareggio a Torre del Lago nella stessa direzione di un’auto è automaticamente schiacciato tra muro e macchina. E questa è una certezza.
L’altra certezza è che di buttare giù il muro non se ne parla. Il bene artistico è vincolato da Regione e Stato, al pari del Colosseo.
La terza è relativa allo stato dei conti del Comune di Viareggio: il dissesto impedisce la spesa per i lavori in proprio anche se gli stessi fossero possibili. Se, invece, arrivassero fondi vincolati - per esempio dalla Regione - il Comune non potrebbe anticipare le somme per stati di avanzamento. Dunque, qualsiasi intervento, dovrebbe essere realizzato, oltre che pagato, da un altro Ente. Per esempio la Provincia che ha ancora competenze in materia di viabilità.
Ma la questione viabilità in via dei Lecci ha aperto una discussione più ampia in una città che viaggia sulle due ruote: «Venite a vedere lo slalom tra le auto parcheggiate ovunque in centro», è l’invito di una lettrice. E sui social si moltiplicano le storie di ordinaria follia nelle percorrenza quotidiana delle strada cittadine per pedoni e ciclisti. Tra buche nell’asfalto, assenza di controlli sui limiti di velocità e tendenza - purtroppo è la realtà - a viaggiare contromano.
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