Il Tirreno

Versilia

Biomasse, dietrofront di Verona

di Tiziano Baldi Galleni
Biomasse, dietrofront di Verona

Il sindaco: «Prendiamo atto del dissenso: l’impianto di Col di Cavallo non si farà»

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STAZZEMA. «Prendiamo atto del dissenso diffuso e ci fermiamo». Parola del sindaco di Stazzema Maurizio Verona. Così il pirogassificatore (l’impianto a biomasse legnose) di Col del Cavallo non si costruirà più. Di fronte alle proteste, i ripetuti incontri al Palazzo della Cultura di Cardoso, gli striscioni appesi alle abitazioni, e persino la lettera al ministro dell’Ambiente Galletti, l’amministrazione ha deciso di fare dietrofront. «In un incontro pubblico recente, nel quale aveva preso parte anche l’azienda interessata, sono state manifestate troppe preoccupazioni non ancora chiarite, perciò bisogna fermarci», ha ripetuto Verona. Il quale, insieme alla sua giunta, ha dovuto fare i conti con uno zoccolo duro di centinaia di cittadini contrari alla costruzione di questo impianto.

Il pirogassificatore – che doveva costruire Varia Costruzioni – avrebbe bruciato legname e prodotto energia elettrica (che Varia avrebbe venduto ad Enel) e terminca per tre edifici pubblici di Pontestazzemese. Ma la paura maggiore dei cittadini era rivolta alle possibili ricadute inquinanti dovute alle nanoparticelle. Tanti i dubbi anche sul Consorzio Forestale e su chi sarebbe andato a disboscare le colline stazzemesi per alimentare l’impianto. Soprattutto dopo la recente esperienza del teleriscaldamento di Pruno. «C’è stato un dissenso netto verso questa tecnologia, e noi non vogliamo amministrare e fare cose contro la comunità», ha spiegato Verona nella conferenza stampa di ieri mattina. «Lo avremmo fatto per creare un’opportunità sia lavorativa, che legata all’economia del bosco. Si andavano a stimolare soggetti che avrebbero potuto fornire biomassa, raggiungendo l’obiettivo della gestione e pulizia dei boschi».

Il sindaco ha anche ribadito, rigettando le accuse di alcuni, che non si sarebbe trattato di un “inceneritore”. «L’amministrazione – ha commentato il vicesindaco Egidio Pelagatti - mai accenderà qualcosa che inquina o è nocivo per la salute, anche perché tutti noi amministratori abitiamo qui e respiriamo quest’aria».

Le preoccupazioni erano giunte fino nelle aule del consiglio comunale di Seravezza e Forte. Intanto il sindaco non vuol parlare di “sospensioni”, poiché «non c’era ancora nessun progetto presentato da parte della società». Rimane tuttavia un’area assegnata con bando per 60 anni a Varia Ambiente Srl da sbrogliare. “L’amministrazione avvierà un confronto con la popolazione, che verrà coinvolta e dalla quale ci aspettiamo suggerimenti, su come valorizzare quest’area produttiva».

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