Italia
Alida, la prima volta di una versiliese all’Arena di Verona
Il soprano di Pietrasanta debutta stasera nel tempio scaligero «Da Donizetti a Verdi, ma con Puccini sempre nel cuore»
VIAREGGIO. Debutta sul palcoscenico dell'Arena di Verona, il soprano versiliese Alida Berti che stasera (con replica l'11), sarà Micaela nella Carmen di Bizet. Il ruolo lo ha già cantato a Salerno, invitata dal celebrato direttore d'orchestra Daniel Oren nella stagione lirica 2014-15, ma all’Arena, Alida, mette piede per la prima volta e «forse sono anche la prima versiliese», dice con una punta di comprensibile orgoglio. E' nata a Pietrasanta, ha sposato il ballerino classico romeno George Bodnarciuc e risiede a Roma. Quando Alida ha scoperto la sua vocazione per il canto, un po' come i colleghi versiliesi, ha cominciato a studiare sotto la guida del tenore Valiano Natali, che dal 1970 si era stabilito a Torre del Lago e che per i melomani resterà principalmente l'Arturo della Lucia di Lamermoor con Maria Callas. Presto Alida si trasferisce a Verona, dove si perfeziona all'Accademia Kairos e debutta al teatro Nuovo tra il 1998 e 1999 in Bohème di Puccini e Elisir d'amore di Donizetti, con la compagnia giovani cantanti diretta da Michela Forgione. A Verona canta anche nel 2013, al Filarmonico, nel ruolo di Elvira dell'Italiana in Algeri di Rossini. Nel 1998 frequenta la masterclass di Jerzy Artysz, il baristono e pianista polacco, che Alida ha scelto come maestro di canto col quale tuttoggi continua a studiare. Tra i suoi desideri , aggiungere in repertorio, due personaggi pucciniani: Lauretta del Gianni Schicchi e Suor Angelica.
Nel 2001 inizia una intensa attività concertistica e arrivano i vari debutti. Finché si profila quello importante...
«Sì nel 2011 col ruolo di Valencienne della Vedova allegra di Lehar, al Verdi di Trieste. Il primo palcoscenico importante della mia carriera».
Da qui si aprono le porte di altri teatri.
«Nello stesso anno esordisco al Festival Puccini in Bohème come Musetta e nel 2012 a fianco di Maria Agresta e la direzione di Daniel Oren. Nel 2013 sempre al Festival Puccini e sempre con Oren canto Liù insieme a Giovanna Casolla. Il 2013 è anche l'anno di Gilda in Rigoletto che per la prima volta viene allestito a Torre del Lago».
Tra i primi debutti c'è pure Rita nell'opera omonima di Donizetti al teatro dell'Olivo di Camaiore.
«All'inizio ho cantato molto nella mia Versilia. Anzi devo ringraziare gli amici della lirica che mi hanno incoraggiato e per me sono stati utilissimi. Ho fatto la gavetta nella mia terra e infatti alla Versilia sono molto legata e ci tornerò dopo Verona, per alcuni concerti: il 16 agosto a Villa Puccini e il 20 e 27 a Stazzema con un ensemble di dodici violoncelli».
Torniamo a due autori molto presenti nel suo repertorio: Donizetti e Puccini, due grandi compositori e due stili diversi. Si conciliano?
«La mia è una vocalità belcantista e quindi si adatta bene a Donizetti. Ho cantato anche Lucia di Lammermoor (ruolo protagonista, ndr) a Cluj Napoca. Però non pensavo di avere anche una voce pucciniana. Certo sento molto la musica di Puccini, sono anch'io toscana, fa emergere quanto di drammatico c'è nella mia vocalità. Liù è un personaggio che mi coinvolge molto e siccome me lo propongono spesso io sono felicissima».
A proposito di Liù, che troviamo ancora tra i suoi prossimi impegni, si può notare un'affinità con Micaela, cioè tra i due peronaggi esiste una certa correlazione?
«Credo proprio di sì. Sono apparentemente fragili, tengono un atteggiamento silenzioso ma agiscono con forza. Liù si suicida, Micaela va sulle montagne da sola per cercare don José. Per fortuna io ho trovato direttori che delineano questi personaggi con queste caratteristiche, altrimenti rischiano di diventare troppo melensi».
Non abbiamo ancora parlato di Traviata, che ha cantato nel 2014 e porterà prossimamente a Seul. Violetta è un'eroina che ama moltissimo, forse quello il personaggio che predilige.
«Senz'altro perché Violetta ha varie sfaccettature. Richiede molte sfumature, stati d'animo. Perciò mi dà molte soddisfazioni per la mia vocalità e le mia agilità. Per approfondire un personaggio così ci vorrebbe una vita».
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