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Versilia

Lavoro e casa persi nell’incendio

Lavoro e casa persi nell’incendio

Sadik ha due figli piccolissimi e dopo le fiamme alla Vetraia non sa più che fare

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VIAREGGIO. Non ha perso solo la casa, nell’incendio di un mese fa nella palazzina di via della Vetraia, ma anche il lavoro. Sadik Abdel Kader, infatti, di mestiere fa il venditore ambulante di abitini e camicioni sulle spiagge della Versilia. In vista dell’estate aveva acquistato qualche migliaio di euro di merce, che conservava in casa pronta per essere venduta. Di tutto questo non è rimasto neppure un fazzoletto. Il fuoco del 3 luglio si è mangiato tutto, compresi i mobili, gli oggetti personali e 700 euro con i quali Sadik doveva mandare avanti la famiglia composta dalla moglie e da due bambini, un piccolino vivacissimo di due anni e l’ultimo arrivato, due mesi appena.

In questo mese sono stati accolti in campeggio, ma il contributo che la provincia poteva versare al Comune - e per fortuna è intervenuto l’Ente guidato da Luca Menesini - aveva durata di soli trenta giorni. Un mese, però, non è bastato a far tornare la famiglia nella propria abitazione al piano terra dello stabile, messa sotto sequestro insieme a quella vicina. L’intera famiglia, oggi, è senza tetto e senza lavoro. Assistita solo dal mediatore culturale che da anni lavora per il Comune con orari sempre più ridotti e certamente senza la possibilità di fare miracoli.

Situazioni analoghe - ricorda Michelangelo Di Beo per l’Unione inquilini - stanno vivendo un po’ tutti gli inquilini dello stabile che sono ancora fuori casa, ospiti di amici e parenti. I tempi di un eventuale rientro sono lunghi e non tutti possono contare su un’ospitalità in sintonia con la tempistica del ripristino degli alloggi.

Insomma, nonostante tutte le difficoltà è necessario che gli Enti pubblici - a cominciare dal Comune con gli uffici sociali che in questa vicenda sono apparsi inesistenti, al punto da non ricevere un delle famiglie italiane che si è trovata senza un posto dove andare, dopo il mese di accoglienza, si mettano insieme per dare una risposta.

Chi abitava in via della Vetraia e ha subito l’incendio non si è certo dato fuoco da solo a casa. Terminerà l’inchiesta, concluderanno le pratiche le assicurazioni: ma chi era in affitto rischia di non avere più un alloggio. Tra le ipotesi: ci sono appartamenti per l’emergenza abitativa vuoti, non assegnati: con zero spesa i nuclei maggiormente in difficoltà potrebbero essere “appoggiati” in questi alloggi. Almeno fino al ritorno a casa. Lasciare in strada due bambini non è cosa degna di una città civile.

Donatella Francesconi

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