La protesta
La Regione sostiene Del Ghingaro
L’atto dell’Avvocatura al Consiglio di Stato: Viareggio ha bisogno di essere ben governata
VIAREGGIO. Il caso-elezioni a Viareggio accende il consiglio regionale pre ferie estive. Ieri mattina il capogruppo di Forza Italia, Stefano Mugnai (supportato dai colleghi Elisa Montemagni per la Lega Nord e Giovanni Donzelli per Fratelli d'Italia) ha chiesto in apertura di seduta se fosse o meno vero che il presidente della Regione era sceso in campo al fianco dell’ex sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, alle prese con i ricorsi al Consiglio di Stato dei suoi ex consiglieri contro la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni amministrative 2015. La risposta è arrivata mentre il consiglio stesso andava terminando: la Regione, ha deciso - sulla base dell'articolo 50 del decreto legislativo 104/2010 di presentare un atto di intervento “ad adiuvandum”, a supporto dell'appello proposto da David Zappelli e Gabriele Tomei, al Consiglio di Stato.
Un atto che - è ormai giurisprudenza comune a tutti i Tar d’Italia dal 2010 ad oggi - che per essere accolto richiede «la titolarità di una posizione giuridica dipendente da quella dedotta in giudizio dal ricorrente» (Tar Molise, prima sezione, sentenza numero 49 del 23 gennaio 2014). Posizioni giuridiche «collegate o dipendente» viene specificato dagli avvocati amministrativisti più esperti in Toscana.
Le argomentazioni con le quali si muove l’Avvocatura regionale, su input del presidente Rossi, sono tutte di natura squisitamente politica. Anche considerando che sul piano prettamente giuridico, nel merito della sentenza dei giudici del Tar Toscana «la Regione non è direttamente legittimata a ricorrere avverso tale sentenza, così come non era amministrazione resistente le giudizio di primo grado», come si legge nell’atto stesso. Ma - continua l’Avvocatura - la stessa Regione «ha certamente un interesse a salvaguardare il diritto dei cittadini toscani ad essere amministrati dai propri rappresentanti democraticamente eletti. Un diritto che appare violato a Viareggio, secondo Rossi, da una sentenza dei giudici amministrative regionali che viene definita «ingiusta, illogica e sproporzionata».
Anche considerando il quadro “gepolitico” nel quale va a cadere. Il Comune in dissesto «richiede più che mai la presenza di un’amministrazione stabile che affronti con urgenza le indispensabili politiche di risanamento del bilancio, ma anche di rilancio della città, con scelte di medio e lungo termine “incompatibili” con il ruolo “tecnico” del commissario». Il quale - va ricordato - a norma di legge è, con pieni poteri, sindaco, Giunta e consiglio comunale. Un po’ come dire che la legge sul ricorso elettorale è applicabile solo in quegli Enti pubblici che se la passano bene.
Ma non solo. Enrico Rossi, presidente della Regione e candidato alla segretaria nazionale del Partito democratico (del quale Del Ghingaro non è espressione) punto a passare dal piano locale a quello nazionale: «L’importanza a livello internazionale del Comune di Viareggio - continua ancora l’atto dell’Avvocatura - e la gravità delle situazioni che si sono venute a creare negli ultimi anni, rende evidentemente la questione non meramente locale, ed innalza l’interesse ad un livello più alto, tale da riguardare l’intera comunità regionale, di cui la Regione Toscana è ente esponenziale». Questo lo sguardo consigliato ai giudici del Consiglio di Stato sul caso delle elezioni annullate a Viareggio dal Tar con una sentenza dettagliata, approfondita, argomentata. Giudici che - in una data che non è ancora stata fissata - dovranno affrontare i ricorsi degli ex consiglieri comunali Gabriele Tomei e David Zappelli che la Regione intende «supportare».
Una nota diffusa nella tarda serata di ieri dall’ufficio stampa della Regione informa che «il particolareggiato atto è stato notificato agli interessati e sarà depositato entro il 17 agosto al Consiglio di Stato». Consiglio che ha affidato alla terza sezione il ricorso Tomei, pur senza avere ancora fissato l’udienza.
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