Toscana
Il pronto soccorso resta senza barelle
Ancora una giornata difficile tra denunce dei pazienti in attesa e sforzi straordinari del poco personale in servizio
LIDO DI CAMAIORE. Senza barelle per i malati. Al pronto soccorso dell’ospedale Versilia è emergenza. La struttura scoppia e il peggio deve ancora arrivare, visto che agosto è appena iniziato. Se il pronto soccorso è al collasso infatti, dipende anche dalla popolazione che aumenta con l’arrivo dei turisti.
«Gli accessi in estate - spiegavano i medici ieri dalle pagine del Tirreno - sono del 30% in più rispetto al normale». Ma i dottori in servizio restano gli stessi: calcolati sugli accessi annuali. Nessun rinforzo dunque, nonostante l’aumento dovuto all’arrivo dei turisti.
Martedì è stata un’altra giornata nera per il pronto soccorso, tanto che le barelle a disposizione, «una cinquantina in tutto», non sono bastate.
«Abbiamo dovuto chiamare il 118 e chiedere che le ambulanze in arrivo si armassero di pazienza per lasciarci le loro barelle, in attesa che si liberassero posti», raccontano i medici. Che poi precisano: «Nessuno alla fine è stato lasciato senza barella». Con l’acqua alla gola, un medico solo per area (open verde e open gialla) di notte e il picco estivo di accessi, fioccano le segnalazioni sulla crisi del pronto soccorso.
«La sanità - taglia corto Morena Mastromei, di Camaiore - è una vergogna. Sono entrata al pronto soccorso con mia madre malata alle 14,30 (martedì, ndr) e sono uscita all’una e mezzo di notte. Il peggio è che quando è stata dimessa, dopo ore di attesa, aveva tutte le labbra screpolate. Non le hanno dato l’acqua per undici ore. È gravemente malata, ha bisogno di acqua gel o della soluzione fisiologica. Lei non poteva chiedere l’acqua nelle condizioni in cui è. Capisco che sono in pochi, che c’è un solo medico di notte che deve far tutto, ma non può pagarne il prezzo una donna di 83 anni».
Un grido di denuncia e disperazione. Come quello di Nilceia Ferreira, in vacanza a Viareggio, che ha parlato di «situazione inumana, con un solo medico a correre come un matto tra pazienti che si lamentano e anziani lasciati soli». Così ha raccontato ieri dalle pagine del nostro giornale, dopo una notte passata al pronto soccorso.
Sul caso denunciato da Mastreomei, dal Versilia intanto precisano che «non si è trattato di un’attesa, ma del tempo necessario per fare accertamenti e esami indispensabili. L’ultimo controllo specialistico fatto alla signora è stato quello di mezzanotte e un quarto. La donna è stata presa in carico 7 minuti dopo l’arrivo». Sull’acqua da bere mai data - secondo il racconto di Mastromei - alla paziente invece, non arriva risposta altrettanto puntuale. Tutto può essere, visto che il personale scarseggia.
La figlia dell’anziana non ha dubbi in merito: «Ho visto bene in che stato era mia madre quando me l’hanno ridata. Quelle labbra così sciupate non mentono», dice la donna.
Che ci sia un problema al pronto soccorso è indiscutibile. I medici in servizio, secondo i parametri regionali, dovrebbero essere 22, invece sono 19, «di cui 2 “prestati” dal 118» come spiegano gli stessi dottori.
Proprio in vista dell’estate era stato aperto un bando per rafforzare il personale di una, al massimo due, unità con durata semestrale.
«Quel bando però - vanno avanti dal Versilia - è andato deserto».
E il pronto soccorso, come molti altri, è in crisi, ma con l’aggravante di un territorio turistico che d’estate gonfia fino a scoppiare.
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