Sicurezza
Escavo al centro del caso-Viareggio
Oggi all’attenzione dei giudici amministrativi, ieri nell’inchiesta dell’Arma
VIAREGGIO. «La Regione è impegnata a collaborare con il Comune di Viareggio per l’auspicato rilancio», scrive l’Avvocatura regionale al Consiglio di Stato. Un esempio ne è «il sostegno dato dalla Regione al sostegno della portualità per i rilevanti interventi di escavazione del fondali». Corsi e ricorsi della storia politica, amministrativa e giudiziaria della città è la sabbia. Quella che affligge il porto e la sua nautica e quella che si abbatte, puntualmente, sulle inchieste giudiziarie che puntano a fare luce sulla pioggia di denaro pubblico speso almeno negli ultimi quindici anni senza esito alcuno almeno fino a quando la Regione stessa non ha deciso di costituire l’Autorità portuale regionale per governare il porto di Viareggio. Per capire di cosa si parla, solo da 2005 e 2010 si sono spesi dieci milioni di euro di fondi regionali. Anni in cui le cronache riportano puntuali gli allarmi per il porto sempre impraticabile.
Oggi l’escavo e l’impegno economico per garantire l’accesso alle darsene viareggine è un tema da magistratura, nel senso del Consiglio di Stato. Poco più di un anno fa l’argomento approdava in Tribunale a Lucca, davanti al Gip che messo lo stop alle intercettazioni e alle perquisizioni chieste dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, decisi a fare luce su come fosse stata gestita quella massa di denaro pubblico. Poco dopo l’archiviazione. Pietro Ricci, il tecnico in forza all’Autorità portuale ed il funzionario che per anni ha gestito le pratiche dell’escavo per il Comune, dichiarava al “Tirreno”: «Io non ho detto che la draga ha fatto un buon lavoro. Io ho detto che la draga, quando era in moto, funzionava. Ma in tutti gli interrogatori ho confermato che non era sufficiente a risolvere il problema». Perché, ricorda Ricci, «le draghe refluenti per me erano da eliminare, non erano utili allo scopo». Ma «c’era anche la Regione di mezzo, le amministrazioni che sono passate... Mi dicevano “mettici la refluente, falla lavorare...per amor di Dio...”. Draghe refluenti dell’impresa Sasit (Gruppo Del Pistoia). Su quella vicenda giudiziaria, però, la politica tutta - Regione e Comune compresi - non hanno fiatato. Con buona pace dei cittadini.
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