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Baldini: Rossi porta la politica ai giudici dell’appello

VIAREGGIO. «Letta la memoria della Regione Toscana, considero tale costituzione non solo inopportuna e marcatamente viziata sotto più profili ma un evidente invasione di campo di un soggetto terzo...

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VIAREGGIO. «Letta la memoria della Regione Toscana, considero tale costituzione non solo inopportuna e marcatamente viziata sotto più profili ma un evidente invasione di campo di un soggetto terzo che sposta il tema del contendere dal piano squisitamente giuridico a quello politico», è il primo commento di Massimiliano Baldini, candidato a sindaco per liste civiche, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Pli, che ha vinto il ricorso al Tar assistito dall’avvocato Carlo Andrea Gemignani.

«Evidentemente - continua Baldini - Enrico Rossi, candidato alla segreteria nazionale del Pd, fa di tutto ed è più interessato a sostenere l'ex sindaco Del Ghingaro a lui vicino piuttosto che riflettere sulla compromissione accertata dal Tar Toscana del processo democratico elettorale. Un atteggiamento ben diverso da quello tenuto dal Pd locale del candidato a sindaco Poletti e dal segretario versiliese Dati sin dall'anno scorso. Ma, evidentemente, il presidente Rossi è più vicino alla senatrice Granaiola che agli iscritti locali del Pd, beffati l'anno scorso proprio dalla candidatura Del Ghingaro».

Alessandro Santini, coordinatore comunale di Forza Italia chiede al presidente della Regione: «Perché Rossi vuole opporsi a un percorso di verità su quanto accaduto un anno fa a Viareggio? Perché non è il primo a difendere la certezza del voto espresso da viareggini e torrelaghesi? Si parla di legalità, presidente Rossi, non della tua corsa alla segreteria nazionale del tuo partito e di quello che ti serve per raggiungere il tuo obiettivo. Tuo e solo tuo. Non della Regione che saresti chiamato ad amministrare».

Per Fratelli d’Italia Viareggio il portavoce Alberto Pardini parla di «un atto di gravità estrema che assume i connotati di un tentativo della politica di entrare nel merito della giustizia amministrativa, violandone l'autonomia costituzionalmente sancita. Rossi, riteniamo in abuso della sua posizione, utilizza l'Avvocatura regionale e l'istituzione Regione Toscana, pagate con i soldi dei contribuenti, non per tutelare il diritto dei cittadini ad operazioni di voto trasparenti e certe, bensì per tentare di salvaguardare uno dei suoi alleati nella sua corsa alla segreteria del Partito democratico».

Per la Lega Nord, Alfredo Trinchese e Maria Pacchini ex consiglieri comunali parlando di «ingerenza del governatore Rossi assolutamente inopportuna. Rossi, che è il garante di tutti i cittadini toscani e non solo di una parte di essi, dovrebbe essere intransigente, capire se siano stati messi in pratica dei brogli nelle lezioni viareggine e punirli. Invece difende politicamente un'amministrazione formata da elementi che il suo stesso partito ha espulso, una Giunta inseguita dai vari gradi di giudizio per "danno erariale" e che si ritrova, come la recente cronaca documenta, un ex-assessore dalla moralità amministrativa decisamente compromessa». (d.f.)

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di Redazione web