Il Tirreno

Versilia

In autunno trenta milioni di beni all’asta

di Donatella Francesconi
In autunno trenta milioni di beni all’asta

Centro congressi, piscina, Palasport e case in vendita per il fallimento della Patrimonio

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VIAREGGIO. La conta dei beni è terminata ed il curatore, Donato Bellomo, ha davanti a sé l’udienza di verifica dello stato passivo e poi i procedimenti di vendita per fare cassa nell’interesse dei creditori. Per quanto dura da digerire sia, trattandosi di beni pubblici, così è. Intanto Bellomo ha terminato la ricognizione del patrimonio della società nata interamente pubblica, nel 2006, come lo strumento che avrebbe risolto i problemi dei bilanci del Comune di Viareggio. Un lavoro possibile grazie ai tecnici che hanno redatto le perizie arrivando a quotare - per i beni immobili - non più di trenta milioni di euro.

L’elenco è ricco di edifici che per la città hanno un valore storico e sociale. Basterebbe questo a confermare che la politica degli ultimi quindici anni ha rotto il “contratto” con i cittadini: pagamento delle tasse in cambio di servizi, tutela e valorizzazione del patrimonio pubblico che, in quanto tale, è o dovrebbe (a Viareggio il condizionale è d’obbligo) essere di tutti.

Primo fra tutti il Centro Congressi Principe di Piemonte. Per averlo le amministrazioni comunali del passato hanno fatto di tutto. Oggi è chiuso dall’ottobre 2015, con il solo stabilimento balneare aperto per i mesi estivi e all’ultimo “tuffo”. Ed i sette dipendenti della Viareggio Versilia Congressi sono disoccupati da allora, appesi al bando per le pulizie che il Comune non ha ancora avviato. Il valore stimato come base d’asta si aggira intorno ai 5 milioni. Una cifra bel lontana dai dodici accreditati in passato per struttura e stabilimento balneare.

L’altro capitolo doloroso è quello degli impianti sportivi. Palazzetto dello sport, piscina comunale (entrambi con i bar e per il Palasport c’è anche la casa del custode), Centro Polo, campo scuola Del Chiaro. La piscina è chiusa, il Palasport con la gestione Cgc non sa se riaprirà esattamente come il Centro Polo affidato alla Uisp, perché i comodati Comune-curatore non sono stati firmati nonostante il via libera del Tribunale ormai datato mesi e mesi fa. Il valore complessivo di tutto il “ciocco” impianti si aggira intorno ai 4 milioni.

La Viareggio Patrimonio è proprietaria anche di 53 appartamenti realizzati sul retro dell’ex ospedale Tabarracci e di 39 abitazioni per l’emergenza abitativa, di cui 23 tra Viareggio e Torre del Lago, 15 nel comune di Massarosa, un lotto nel comune di Camaiore. È ipotizzabile una stima tra i 150.000 ed i 180.000 euro per queste case acquistate dall’amministrazione Marcucci con la vendita dei diritti di superficie della Passeggiata.

Diritti passati dal Comune alla Patrimonio e dei quali ne sono rimasti, invenduto circa 2 milioni di euro.

Nel conto vanno inseriti anche i terreni sui quali insistono i depuratori di Viareggio e Camaiore, l’impianto trattamento fanghi che Sea Risorse intende trasformate per il compostaggio del rifiuti organico, ma prima deve acquistare terreno e capannoni dalla Patrimonio e l’intera discarica bonificata dalle Carbonaie. Che avrebbe dovuto diventare un polo attrattivo turistico per la sua vicinanza con il lago di Massaciuccoli, ed invece è in totale stato di abbandono, con buona pace degli arredi acquistati con i fondi regionali della bonifica e della casetta in legno destinata ad un ristorante che non ha mai visto la luce.

Per questa ultima porzione di beni l’ipotesi che vi possano essere degli acquirenti sembra essere improbabile. E starà al curatore, professionista più che esperto, trovare la soluzione che faccia quadrare il cerchio nel rapporto con Gaia (ma la società idrica non è intenzionata ad acquistare i terreni sui quali sorgono i depuratori) ed eventualmente con il Comune, oggi commissariato.

Sullo sfondo l’operazione di concordato che aveva in mente l’ex sindaco Del Ghingaro, operazione che - conti alla mano - sembra davvero di difficile realizzazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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