Attenzione
Bancarotta: Pesci patteggia 1 anno e 6 mesi
Per l’ex assessore anche le accuse di false scritture contabili e ricorso abusivo al credito
VIAREGGIO. È stato l’uomo al quale l’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro ha delegato le operazioni tanto importanti quanto attese in materia di urbanistica e l’attuazione del progetto di raccolta porta a porta spinta. Ma anche l’uomo dello spintone al consigliere Pasquinucci, dei toni sempre sopra le righe con i capogruppo dell’opposizione. Alessandro Pesci (Pd), 61 anni, ex sindaco di Fiesole (tre volte in carica), poi segretario generale di Anci Toscana, ma anche vice presidente della Quadrifoglio, azienda dei rifiuti di Firenze, ha patteggiato ieri un anno e sei mesi (pena sospesa) davanti al giudice Paola Belsito delTribunale di Firenze. I reati contestati erano: bancarotta fraudolenta, false scritture contabili, ricorso abusivo al credito, bancarotta semplice. L’ex assessore a Viareggio era stato presidente di “Comunica Srl”, della quale era amministratrice Claudia Maria Canilli che ha anche lei patteggiato, società al 50% di Anci. Pesci e Canilli - così le contestazioni della Procura di Firenze, accolte dal Tribunale - avrebbero agito falsificando le scritture contabili annotandovi dati non veri per occultare la perdita di gestione e procurando così l'ingiusto profitto della protrazione della gestione societaria, anche per evitare la ricapitalizzazione o la liquidazione, in danno dei creditori. Gli episodi vanno dal 2004 al 2011 ma per il pm già nel 2007 le casse della srl erano azzerate. I due - così il pm Christine von Borries - erano soliti ritardare «la contabilizzazione dei pagamenti eseguiti dal socio di maggioranza Anci concedendogli lunghissime dilazioni, anche 400 giorni» e poi «riscuotendo apparentemente tali fatture in contanti da Anci ma ricostruendo contemporaneamente un finanziamento da Anci a Comunica per 70.000 euro senza pretendere compensazione».
Le dilazioni accordate all'Anci, inoltre, obbligarono Comunica Srl a finanziarsi ricorrendo al credito delle banche, aggravando la propria esposizione debitoria e nascondendo il dissesto finanziario della srl accendendo nel 2010 un finanziamento da 120.000 con la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e un altro da 80.000 euro con Monte dei Paschi di Siena. (d.f.)
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