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Il Pd a Del Ghingaro: se sa, vada in Procura

Il Pd a Del Ghingaro: se sa, vada in Procura

L’ex sindaco su Facebook ha difeso Miracolo parlando di manovratori, gruppi di potere e intimidazioni

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VIAREGGIO. La sostituzione di Fabrizio Miracolo alla presidenza di Sea Ambiente, società che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti indifferenziati, «è una vergogna, caro commissario», scrive Stefano Poletti, dipendente Sea, tra i sostenitori dell’amministrazione Del Ghingaro. «Forse - continua Poletti - Miracolo ha toccato gli interessi di qualcuno? Ha messo le mani nella marmellata?». Dubbi, ipotesi che riprendono pari pari le parole dello stesso ex sindaco. Il quale - sulla propria pagina Facebook - ha postato un intervento che non poteva passare inosservato per le domande che pone, disegnando una sorta di “Gomorra 3” dai profili anonimi che vede sfilare nei titoli di coda manovratori, gruppi di potere, personaggi pronti ad intimidire anche un ex sindaco, avversari scorretti, forze politiche che sembrano i bravi di Don Rodrigo. Ed un commissario prefettizio - in questo caso Fabrizio Stelo - che può utilizzare «risorse che un sindaco non ha». Un quadro di intimidazioni, poteri senza nome, avversari che utilizzano «artifici, o mezzucci non proprio edificanti», tanto pesante da far dire all’ex primo cittadino che nell’affrontare il “governo” dei rifiuti a Viareggio ci vuole coraggio per resistere a coloro che «potranno mettere ostacoli, provare ad intimorirci». Del Ghingaro e Miracolo, dunque, contro un resto del mondo tanto malvagio, quanto nell’ombra. Perché di denunce dettagliate, formalizzate dai due politici alle autorità competenti per aver risposte alle domande su chi e come non vi è traccia.

«L'ex sindaco fa affermazioni gravi, insinuanti, irresponsabili», scrivono i segretari del Pd Giuseppe Dati (Versilia) e Filippo Guidi (Viareggio): «Parlando confusamente di rifiuti e interessi miliardari e di infiltrazioni malavitose. Se è a conoscenza di fatti, non deve fare comunicati nebulosi, che parlano obliquamente. Deve andare dalla Procura della Repubblica a denunciarli». Nomi e cognomi, affinchè si possano trovare responsabili e risposte: non più poteri oscuri, buoni per ogni occasione - dal bar all’esposto in Procura - ma responsabili in carne ed ossa: chi minaccia chi, chi intimidisce chi e perché, quali traffici, artifici, guerre di potere, ed infiltrazioni si sono riscontrate, dove portano e chi le muove. Se quanto descritto da Del Ghingaro è supportato da elementi reali, come non può che essere per il ruolo ricoperto, allora la denuncia circostanziata è d’obbligo e urgente. Perché i cittadini hanno diritto di sapere in che città vivono e pagano venti milioni di servizio rifiuti.

«Del Ghingaro - continua il Pd - voleva la nomina del suo stretto collaboratore e alleato politico Fabrizio Miracolo che secondo lui è un esperto di smaltimento di rifiuti e avrebbe fatto un ottimo lavoro. La verità è invece che, al momento, lo smaltimento dei rifiuti a Viareggio funziona male, sicuramente peggio di quanto non accada a Camaiore». All’ex sindaco anche la critica «per la virulenza anti istituzionale, on degna di un ex sindaco, e per il contenuto, fatto di un sistematico rovesciamento della realtà dei fatti». L’accordo elettorale ipotizzato segna un passo indietro: «Il Partito democratico - concludono Dati e Guidi - è interessato a una prospettiva politica di ricomposizione del quadro del centro sinistra viareggino. Ma in quel quadro non può trovare spazio chi assume atteggiamenti anti istituzionali, chi non fa del rispetto della legalità e della trasparenza un suo tratto distintivo, chi non abbia trascorsi politici di specchiata moralità. Sta a Del Ghingaro scegliere in quale campo stare».

Sul siluramento di Fabrizio Miracolo interviene anche la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, uno degli artefici della candidatura Del Ghingaro nel 2015: «Finalmente sul fronte del decoro e della cura della città si cominciavano a notare segni di deciso cambiamento e di questo voglio ancora ringraziare Fabrizio Miracolo. Ora, oltre ogni valutazione politica o giuridica, quel percorso si è interrotto e i cittadini hanno notato la differenza tra il prima ed il dopo. Proprio per questo mi rivolgo al nuovo commissario chiamato a governare una situazione così complessa e densa di responsabilità raccomandandogli che - pur nei tempi tecnici necessari e nella sua autonomia di giudizio - non interrompa quel progetto già avviato dalla gestione Del Ghingaro con particolare riguardo alla "strategia rifiuti zero"». (d.f.)

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