Il Tirreno

Versilia

Guardia di Finanza scatenata sugli affitti estivi in nero in Versilia

di Matteo Tuccini
Guardia di Finanza scatenata sugli affitti estivi in nero in Versilia

Nel mirino grandi e piccoli evasori. E per le fiamme gialle arrivano anche i rinforzi stagionali

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VIAREGGIO. L’obiettivo è prendere il proprietario che si fa consegnare 50.000 euro dal russo e gli augura buone vacanze, ovviamente senza denunciare nulla. La Guardia di finanza, infatti, punta al pesce grosso: quello che nuota e mangia nelle zone definite importanti. Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta in particolare. Dove l’affitto estivo in nero nasconde centinaia di migliaia di euro agli occhi del Fisco.

Nemmeno i piccoli evasori, però, verranno risparmiati dalla nuova campagna di controlli estivi. Per cui le Fiamme gialle viareggine hanno ricevuto rinforzi. O meglio: il personale di supporto alla Finanza dovrà aiutare il Comando nell’incremento di tutta l’attività. Che, a partire dal 1º agosto, si impenna come ogni estate in Versilia. Mettendo nel mirino i furbetti delle case vacanza. Ma anche bar, ristoranti e stabilimenti balneari che non fanno gli scontrini.

La polpa, comunque, riguarda gli appartamenti occupati dai turisti senza che sia rimasta traccia del passaggio di denaro. Come già annunciato nei mesi scorsi, il vecchio sistema del controllo porta a porta - con i finanzieri che andavano a bussare alle case affittate - è andato in soffitta. Lasciando spazio a metodi più sofisticati, che puntano a mettere in trappola il grande evasore. I controlli sono partiti, e ci sarebbero già i primi riscontri. Ma dal Comando non filtra altro: neppure sulla modalità dei controlli stessi.

Quella tra la Finanza e i furbetti delle vacanze è una battaglia vecchia. Con diverse vittorie per le Fiamme gialle, che hanno scovato decine di evasori. Alcuni anni fa riuscirono a sorprendere un russo che aveva pagato in nero 150.000 euro, cioè 50.000 al mese, per passare l’estate in una villa a Forte. I militari lo scoprirono col sistema del “porta a porta”: in pratica i finanzieri individuavano tramite gli archivi dei Comuni una lista di seconde e terze case disabitate, e con appostamenti e controlli sul territorio coglievano sul fatto il turista proprio all’interno dell’abitazione.

Poi c’è stata l’indagine sui bed&breakfast abusivi: un gruppo di persone affittavano a facoltosi turisti stranieri camere di B&B e case vacanza in antichi casali e dimore storiche e di lusso, ad una cifra che oscillava tra i 4.000 e gli 8.000 euro a settimana. Il tutto completamente al nero, con un’evasione di oltre 20 milioni di euro. Strutture che si comportavano come attività ricettive quando invece erano sconosciute al Fisco, oppure si mascheravano dietro associazioni senza scopo di lucro.

L’impressione è che si punti sempre di più a smascherare le reti, come quest’ultima. In Versilia, va detto, i più numerosi sono i piccoli evasori: quelli che affitta periodicamente la casa dei genitori o l’appartamento accanto al proprio, intascandosi qualche migliaio di euro. Ma c’è anche chi ha in mano strutture di ben altro tipo, e con delle complicità - cioè agenti immobiliari abusivi - accalappia il turista. Che si trova di fronte al dilemma consueto: denuncio, o sto zitto e pago di meno? La scelta, spesso e volentieri, ricade sulla seconda ipotesi. La Finanza, però, invita i turisti vittime del ricatto a collaborare e a denunciare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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