Sicurezza
«Renzi, c’è posta per lei»: la lettera arriva col pedalò
Sette ore e mezzo di traversata (pranzo compreso) sul pattino anti-Bolkestein. I balneari pedalano da Forte a Viareggio per consegnare la missiva al premier
VIAREGGIO. Missione compiuta, missiva consegnata. Alla fine, senza alcuna sorpresa, il premier Matteo Renzi non c’era al bagno Genova, dove da bambino correva tra gli ombrelloni e dove poche settimane fa è passato per un rapido saluto.
Non c’era nemmeno la moglie Agnese, a cui i balneari della Versilia volevano consegnare la lettera anti-Bolkestein contro le spiagge all’asta. E così, dopo parecchi chilometri di pedalata sul pattino, i balneari sono arrivati sulla spiaggia del bagno Genova ed hanno consegnato la missiva a Gioia Sodini, l’amministratrice dello stabilimento balneare tanto caro al premier.
Lei, che conosce bene le ragioni dei colleghi e che per prima si è fatta portavoce della crociata anti-aste con Renzi, consegnerà la lettera alla famiglia del presidente del consiglio. Con una sorta di staffetta «la busta arriverà al destinatario», assicurano dal bagno Genova. «La volontà di risolvere il problema da parte del governo - mette in chiaro Emiliano Favilla, 71 anni, leader degli oltranzisti anti-aste - non c’è ancora e trentamila piccole imprese familiari rischiano grosso per una errata interpretazione della Bolkestein». Parole che arrivano intorno alle 3 di ieri, quando Favilla, insieme a Emanuele Signorelli, Matilde Colurcio e il dottor Stefano Venga, che ha fatto assistenza sul pattino, sbarcano in spiaggia a Viareggio dopo la pedalata iniziata sei ore prima dal pontile di Forte dei Marmi. Ha interrotto la corsa dei balneari - accompagnata a tratti dai pedalò dei colleghi - soltanto la pausa pranzo al bagno Imperiale di Lido, con tanto di prosecco. Poi di nuovo in mare alla volta del bagno Genova, sulla Terrazza della Repubblica.
«La sentenza della Corte europea - sottolinea Favilla sul verdetto del 14 luglio - ha aperto strade molto importanti e impreviste. Ha spiazzato anche il governo, che però non vuol tener conto di queste aperture e va avanti per la sua strada. Come diciamo da tempo la via delle aste è tecnicamente e giuridicamente impossibile e creerà soltanto dei grossi problemi al settore».
La sentenza della Corte di giustizia ha bocciato la proroga al 2020 delle concessioni demaniali ma, allo stesso tempo, ha anche lasciato ampio margine di manovra all’Italia per legiferare. E adesso i balneari chiedono al governo di salvare il lavoro di una vita. «Le imprese familiari balneari sono all’asta, il turismo è all’asta: il governo dov’è?» ha scritto il Comitato salvataggio imprese e turismo italiano nel grande striscione sfoggiato sul pattino.
La pedalata in mare è finita al molo di Viareggio intorno alle 16,30. Come detto, alle 15 i balneari, capitanati da Favilla, erano al bagno Genova. A bordo piscina c’era il cognato di Renzi. Probabilmente la lettera sarà consegnata alla sorella del premier, di cui però non c’era traccia all’arrivo del pattino.
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