Il Tirreno

Versilia

Risarcimenti ai bagni L’Europa dice sì ma mette dei vincoli

di Matteo Tuccini

Via alla trattativa sulla Bolkestein: ecco le richieste di Bruxelles Domani parte dal pontile la traversata di protesta in pedalò

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FORTE. Sì ai risarcimenti per i balneari che perdono lo stabilimento dopo la gara pubblica. Ma dovranno esserci dei limiti a questi indennizzi, spiega l’Unione Europea. In caso contrario, si rischia «una chiusura al principio della libera concorrenza, a solo vantaggio degli attuali concessionari».

È questo uno dei punti toccati dalla funzionaria della direzione generale dell’Unione Europea Lowri Evans, nell’incontro a Bruxelles con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi. Il primo contatto vero tra il Governo e l’Ue, in quello che si può definire l’inizio della trattativa sulla questione Bolkestein, è avvenuto il 20 luglio. A pochi giorni dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, di cui questa trattativa dovrà necessariamente tenere conto.

Nel vertice sono state affrontate numerose questioni. La principale riguarda gli indennizzi, cioè i risarcimenti che i balneari chiedono nel caso in cui le famose “aste” - o gare pubbliche - tolgano loro gli stabilimenti. Risarcimenti che dovrebbero essere a carico di chi subentra nella gestione. La legge italiana non prevede un’eventualità del genere, se si eccettua la legge della Regione Toscana. Che però è stata impugnata dal Governo.

L’Europa sembra aver accettato l’ipotesi di un risarcimento ai balneari. Con alcuni limiti. Secondo quanto spiegato dalla funzionaria Evans a Gozi, «le misure di indennizzo devono essere adeguate e proporzionate» e non devono diventare eccessive, o con preferenze ovvie per i concessionari uscenti. La funzionaria ha inoltre sottolineato la differenza tra ammortamento degli investimenti e valore commerciale dell’impresa: il primo - ha detto - è garantito, mentre «riconoscere un valore d’avviamento potrebbe configurare un vantaggio indebito per gli operatori attuali». Per quanto riguarda la tempistica, il sottosegretario Gozi ha parlato di almeno dodici mesi necessari per avere la riforma delle spiagge, con l’introduzione delle gare. Senza che l’Europa intervenga nel frattempo con una nuova procedura d’infrazione. La funzionaria Evans ha chiesto di fare più in fretta, assicurando che non ci saranno provvedimenti del genere da parte dell’Unione. Provvedimenti che potrebbero scattare nei confronti di Spagna e Portogallo, dopo le norme recenti che di fatto hanno aggirato la Bolkestein.

I balneari non hanno preso bene le parole della Evans. «Ci risiamo - dicono i sindacati Sib, Fiba e Oasi - Ancora una volta un funzionario della Commissione Europea, per di più inglese, si esprime negativamente o perlomeno con forti perplessità sui possibili contenuti della legge di riforma sulle concessioni demaniali. Nel caso specifico, peraltro, questo altissimo burocrate europeo sembra tenere in poca considerazione una sentenza precedente della stessa Corte, dove, in un caso analogo al nostro, ha sancito l’obbligo di riconoscere un eventuale indennizzo, pari al valore di mercato dell’impresa». Intanto domani alle 9, dal pontile di Forte, scatterà la traversata in pedalò dei balneari per protesta contro la Bolkestein.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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