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FRONTE DEL PORTO » PARLA MORELLI
VIAREGGIO. La macchina amministrativa della Autorità portuale regionale non si ferma. Ed il segretario Fabrizio Morelli è alle prese con una serie di atti di ordinario governo del porto molto...
VIAREGGIO. La macchina amministrativa della Autorità portuale regionale non si ferma. Ed il segretario Fabrizio Morelli è alle prese con una serie di atti di ordinario governo del porto molto attesi dagli operatori della Darsena tutta.
Sabbiodotto ed escavo. Alcune domande sono d'obbligo, nel fare il punto. A cominciare da quella relativa al progetto di sabbiodotto, presentato pubblicamente ormai oltre due anni fa e del quale si sono un po' perse le tracce. Una questione, quella dell'escavo del porto di Viareggio, che è centrale rispetto alla stessa costituzione dell'Authority, dopo un decennio di milioni gettati a pioggia senza esito alcuno se non per l’economia dei destinatari dei fondi. «Stiamo facendo lo studio preliminare ambientale per attivare a breve la richiesta di procedura di a Vas (Valutazione di assoggettabilità o meno alla Valutazione di impatto ambientale, ndr). Uno studio affidato - spiega Morelli - alla ditta "Nier" di Bologna". Se la Regione non indicherà la necessità della Valutazione di impatto ambientale, allora «vanno trovati i finanziamenti».
Un momento di stupore è lecito, ricordando la presentazione dell'opera con grande "spolvero" e decisione da parte della neo costituita Autorità portuale: «La Regione c'è ufficialmente, con gli indirizzi e le direttive che approva con le proprie delibere». Ma tra il dire e il fare - è il caso di dirlo - c'è di mezzo il mare. Il mare di sabbia che continua ad avvolgere Viareggio, mescolato ai milioni dilapidati, tutti i protagonisti impuniti.
Intanto si lavora ancora con le draghe, guardando all'autunno che verrà: «Il lavoro affidato all'impresa Lmd era su due annualità. L'intervento riprende il primo ottobre», assicura il segretario dell'Authority.
Banchina commerciale. Per quest'opera, invece, i fondi sono già stati stanziati «ma il nuovo codice degli appalti - spiega Morelli - ci obbliga a procedere mediante scelta dell'offerta più vantaggiosa e non più, invece, di quella al massimo ribasso perché l'appalto supera il milione. Dobbiamo procedere ad una revisione degli atti ed abbiamo già nominato la commissione che li valuterà. Conto prima di Ferragosto di poter uscire con il bando per i lavori e per fine settembre di essere all'avvio dell'espletamento della gara».
L’area C1. La storia infinita dell'area C1. È una delle storie di porto più misteriose. Bando del Comune per la realizzazione di capannoncini nell'area portuale di fronte alla banchina Lenci, affidamento, lavori mai realizzati ormai da anni. Ora, dichiara Morelli, «serve un adeguamento al Piano attuativo», da realizzare con una variante, Un passaggio che vede coinvolti anche Regione e Comune: «Ma siamo in fondo», assicura Morelli. L'Autorità portuale è impegnata, in questa area, a «chiudere il progetto esecutivo per la cabina di trasformazione che avrà una potenza importante». Ed è per questo che si rende necessario il Piano attuativo: «Il locale tecnico per gli impianti viene spostato dove ora c'è il casottino dell'impianto antincendio».
Banchina Lenci. Sulla stessa area è da tempo aperta la vicenda della dotazione delle colonnine per acqua e luci sulla banchina Lenci, una di quelle pubbliche, destinate ai lavori: «Io spero entro l'anno - sono le parole di Morelli - di espletare tutte le procedure di gara e consegnare i lavori». Sulla stessa banchina da tempo viene sollevato un problema di sicurezza dovuto al moltiplicarsi di cavi in libertà e alla presenza di generatori: «Ora le condizioni di sicurezza sono accettabili», dichiara il segretario dell'Authority, «ed i cantieri hanno fatto richiesta di concessioni per occupare la zona con i cavi fino a che non saranno pronte le colonnine».
Mercato ittico. Ancora sul fronte lavori nell'area portuale è tutto da sciogliere il nodo del completamento del nuovo mercato ittico, i cui lavori di costruzione - finanziati dalla Regione - sono fermi dall'estate 2012. L'ipotesi cui hanno lavorato per un anno amministrazione decaduta e Regione è quella di un accordo per affidare il completamento dell'opera alla Autorità portuale. Ma l'accordo firmato ancora non c'è (e sarebbe bene che il commissario prefettizio mettesse un punto su questo iter infinito) e, sottolinea Morelli, «bisogna vedere le carte, perché è rimasta in sospeso un'aggiudicazione provvisoria fatta dal Comune ad una impresa di Senigallia ed è necessario capire se l'Authority, ente diverso da quello che aggiudicò la gara, possa ripartire da qui o debba procedere con una nuova gara». Quattro anni e ancora siamo a questo punto. Se non dovrà essere rifatta la gara da capo (si tratta di un milione di lavori circa, ricorda Morelli) nel giro di un anno di può pensare di completare i lavori».
Piano regolatore. Ultima questione, certo non per importanza, quella dell'adozione del nuovo Piano regolatore portuale: «Stiamo andando avanti con gli atti tecnici ed è chiaro - sottolinea Fabrizio Morelli - che l'adozione in Comitato portuale passa dall'intesa con l'amministrazione comunale» che al momento non è più in carica. «Era previsto un primo passaggio in Comitato portuale ed è chiaro che il Piano regolatore non può prescindere da un'intesa politica», conclude il segretario dell’Authority.
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