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Protesta per le sagre, il Pd replica alle accuse

Protesta per le sagre, il Pd replica alle accuse

MASSAROSA. Rispondere al rumore con il rumore non è stata l’idea di armistizio che il Pd si aspettava da Franco Dal Torrione che da giorni porta avanti una protesta contro le sagre che si tengono...

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MASSAROSA. Rispondere al rumore con il rumore non è stata l’idea di armistizio che il Pd si aspettava da Franco Dal Torrione che da giorni porta avanti una protesta contro le sagre che si tengono alla Gulfa, a letteralmente due passi da casa sua. Il suo ultimo avversario in ordine di tempo non ha tardato a rispondere alle accuse rivolte dal dirimpettaio.

«Noi abbiamo avuto tutte le autorizzazioni per fare la nostra festa - dice Marco Cheli, segretario del Pd di Massarosa - Stiamo anche molto attenti a rispettare le leggi riguardo alle emissioni. Ho avuto premura personalmente che sia gli orari che i decibel fossero quelli stabiliti. È il signor Dal Torrione che non ha il permesso di trasmettere dagli altoparlanti a tutto volume. Siamo per la libertà di espressione e qui la questione non è politica ma di buon vicinato e di leggi che devono essere rispettate».

Il signore effettivamente ha messo in piedi una singolare forma di protesta: stanco delle sagre che per tre mesi ha a neanche 100 metri dalla porta di casa, ha deciso di far sentire a tutto volume i comizi del vicepresidente della Camera, nonché deputato del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, proprio durante la festa de L’Unità organizzata dal partito “nemico” dei Cinquestelle, il Pd.

Dal Torrione, grillino, ha comunque ribadito che non è una «questione di colore politico ma solo di diritto al riposo»: si è trasferito in quella casa “rumorosa” nel 2010 perché era quella costruita dai suoceri e praticamente da subito ha cominciato la sua battaglia contro le sagre che gli disturbano quotidianamente il sonno da giugno a settembre. In passato era intervenuta anche Arpat che, in un paio di casi, aveva anche sanzionato gli organizzatori per il volume eccessivo delle emissioni.

«Non si può dormire - aveva dichiarato al Tirreno - tutte le estati questa storia. Possibile che non esista un altro posto?».

Sulla vicenda piuttosto curiosa è intervenuto anche il sindaco di Massarosa che aveva già provato negli anni scorsi a trovare una soluzione al problema: «Conosco bene il signor Dal Torrione - dice Franco Mungai - è venuto spesso per lamentarsi della situazione e aveva anche minacciato una protesta del genere: evidentemente è passato ai fatti. Capisco che la sua abitazione è in una posizione difficile. Noi, per venirgli incontro, abbiamo costruito un’operazione immobiliare attraverso il regolamento urbanistico: lui cede quella abitazione all’amministrazione, in cambio gli viene aumentato il valore di un terreno che possiede più avanti. Un disvalore che compensa il prezzo della sua casa».

Cesare Bonifazi

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