Italia
Il Fiumetto? Inquinato dal Consorzio
Clamorosi risultati dall'indagine della polizia municipale: lo sversamento dovuto ad una tubazione rotta della Bonifica
PIETRASANTA. Alla fine la causa dello sversamento di lubrificante nel fosso Fiumetto non era la conseguenza del gesto di un folle di passaggio o ancora dovuta ad una cattiva manutenzione della rete fognaria. No, più semplicemente, la macchia di combustibile che galleggiava, a quantità decrescente, da sabato scorso a pochi metri dalla foce, è stata innescata dalla perdita di una tubazione di competenza del Consorzio di Bonifica.
Che, detta così, fa quasi sorridere: il Consorzio, demandato a preservare lo stato di salute delle nostre acque, per una falla nel proprio sistema ha finito per inquinare il fosso a poche decine di metri dalla sua foce. Il tutto, com’è ovvio che sia, senza alcun dolo - stiamo parlando di un guasto - anche se sullo sfondo resta il rischio, scongiurato, di un’emergenza ambientale e di un danno d’immagine per Marina di Pietrasanta non da sottovalutare visto che la vicenda è finita con tanto di servizio su Rai 3 e ad oggi permane il divieto di balneazione lungo un tratto di mare esteso 300 metri a Fiumetto e che coinvolge, nello stop, cinque stabilimenti balneari. Senza dimenticare che c'è un'indagine in corso da parte della polizia municipale.
«Parliamo di un atto dovuto, quando si ipotizza un danno ambientale», fa sapere l’assessore Simone Tartarini. Sta di fatto che nella mattinata di ieri, dopo cinque giorni di monitoraggi andati a vuoto, è stata finalmente individuata l’origine degli idrocarburi sversati nel fosso.
«Dal controllo effettuato dai nostri uffici con la collaborazione del personale del Consorzio, è emersa infatti la presenza di una perdita a carico delle tubazioni dell’impianto idrovoro contenenti olio idraulico. Olio che si riversava direttamente nelle acque sottostanti. Parliamo della tubazione che alimenta i pistoni della paratia. Grazie al lavoro, giorno e notte, del nostro dirigente Alessandra Mazzei e degli uffici, che voglio ringraziare, siamo finalmente venuti a capo della causa di inquinamento: la nostra azione, e quella del Consorzio, è stata tempestiva, fin da sabato scorso, ma se non rimuovi le cause, non puoi risolvere la problematica. Ora che la perdita è stata individuata e che la tubazione è stata sistemata possiamo pensare di revocare, d’intesa con Arpat, l’ordinanza di divieto di balneazione. Credo che il Sindaco la firmerà entro il fine settimana- spiega Tartarini - Delle spese sostenute fino ad oggi e che hanno visto coinvolta sul posto, sempre da sabato scorso, una ditta incaricata di “risucchiare” con i propri mezzi il combustibile dal fosso, se ne farà ovviamente carico il Consorzio di Bonifica, con cui abbiamo avuto ovviamente un confronto. E con cui continueremo a confrontarci come sempre abbiamo fatto. Ripeto: i guasti possono accadere ovunque, sia lungo una rete fognaria che nel funzionamento di un impianto. L’importante è risolvere il problema e lavorare perché non si verifichi più, anche perché, in questo caso, il rischio di vedere finire in mare il lubrificante, è stato davvero alto, anche se la quantità sversata non era particolarmente eccessiva. Il fatto che quanto accaduto non sia da addebitare al gesto di qualche malintenzionato, è comunque motivo di sollievo. Se siamo certi che niente è finito in mare? Sarà Arpat a darci la certezza, in questo senso, ma non credo che ci siano problemi sotto questo punto di vista. Adesso possiamo dirlo: è andata bene».
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