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Del Ghingaro batte i pugni «Un viareggino a capo di Sea»

Del Ghingaro batte i pugni «Un viareggino a capo di Sea»

Buonvento, l’associazione di cui l’ex sindaco è presidente, rivendica il ruolo della città sulle nomine nella partecipata di cui è socia al 60%

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VIAREGGIO. «Il presidente di Sea Ambiente deve essere espressione del Comune di Viareggio», così si è espressa l’associazione Buonvento, di cui l’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro è presidente, in merito alle polemiche di questi giorni sulle future nomine della società che gestisce non solo i rifiuti ma anche molti altri servizi fondamentali per la città.

«Decoro urbano, ordine e pulizia sono un biglietto da visita fondamentale per Viareggio, sia per i cittadini che per i turisti e la raccolta dei rifiuti è, in questo senso, un elemento determinante - continuano dall’Associazione - In questi mesi la città ha iniziato un percorso virtuoso, che avrebbe portato all’applicazione della strategia “Rifiuti Zero” che punta non solo a differenziare il più possibile ma soprattutto alla riduzione complessiva del rifiuto con notevole risparmio in termine di costi».

«Ma le politiche ambientali non si fanno da sole», aggiungono dall'associazione.

Lo scorso 14 luglio, un giorno prima della nomina del commissario da parte della Prefetta, è stato nominato il Cda di Sea: Fabrizio Miracolo ed Elisabetta Emili per il Comune di Viareggio, i due membri indicati da Publiambiente e l’ultimo dal Comune di Camaiore.

«CdA che non si è mai riunito a causa dell'assenza del membro nominato da Camaiore. Ciò ha impedito il riparto delle deleghe fra i vari componenti e quindi è stata posta in seria discussione l'operativa della Società» continuano.

Oggi tutto il Cda è dimissionario e i revisori hanno convocato l'assemblea dei soci per il 3 e 4 agosto per la nomina di un nuovo Cda.

«Ma l'obiettivo non è cambiato - aggiungono - Viareggio vuole contribuire ad affermare una nuova cultura fondata sul consumo critico. Eppure la grave situazione di instabilità politica rischia di interrompere il processo».

«Leggiamo da più parti interventi in merito alle future nomine: ci preme ricordare che, stando ai patti parasociali il presidente e il vicepresidente sono scelti tra i membri espressione del Comune di Viareggio. Senza considerare che Viareggio ha una partecipazione azionaria pari al 60% del capitale sociale. Numeri che in troppi vorrebbero dimenticare, ma che non possono essere sottovalutati».

«Tutto questo per ribadire che Viareggio deve avere un peso specifico nelle scelte dell’azienda pari all’importanza che essa riveste all'interno della Società. Ciò sarà possibile solo con un presidente che sia sua diretta espressione: non possiamo lasciare che siano altri a decidere del decoro e della pulizia della nostra città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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