Sicurezza
A ritirare il premio è stato il nipote del sacerdote
«In Italia ci sono più di 500 Giusti tra le Nazioni. Era tutta gente comune con lo stessa volontà di frenare il fanatismo nazista», ha ricordato la prima assistente dell’Ambasciata di Israele, Sara...
«In Italia ci sono più di 500 Giusti tra le Nazioni. Era tutta gente comune con lo stessa volontà di frenare il fanatismo nazista», ha ricordato la prima assistente dell’Ambasciata di Israele, Sara Gilad. C'era lei a rappresentare lo Stato di Israele alla cerimonia di Stazzema. Ha anche letto le motivazioni del conferimento da parte dello Yad Vashem - l'Ente nazionale per la Memoria della Shoah, istituito nel 1953 con un atto del Parlamento Israeliano - che ha riconosciuto che si trattò di un vero e proprio salvataggio meritevole della più alta onorificenza civile dello Stato di Israele, ricordando come il nome dei Giusti sarà per sempre inciso nella stele d’onore nel Giardino dei Giusti. «Nessuno di loro - ha commentato Sara Gilad - si fregiò mai del titolo di eroi, ma Giuseppe Mansueto Rossi e Maria Rossi, Mario Lucchesi e Don Innocenzo Lazzeri lo furono nei fatti. In quell’ora di fronte alla macchina di sterminio nazista, nel momento più buio dell’Umanità, vi furono degli spiragli di luce delle singole persone, rette e virtuose, che nel pieno del male assoluto, hanno mostrato l’umanità nella forma più nobile, tendendo la mano ad un altro essere umano».
A ritirare le onorificenze nella sala del consiglio di Stazzema, dopo l'ascolto dell'Inno di Mameli e il canto nazionale dello Stato di Israele, c'erano il nipote di Don Innocenzo, Divo Lazzeri, la signora Valentina Lucchesi per il dottor Lucchesi, e la signora Franca Rossi per i coniugi Rossi. «Conoscendo mio zio - ha commentato Divo Lazzeri parlando di Don Innocenzo - il suo carattere e il altruismo, penso che abbia compiuto veramente quanto è stato scritto e ricordato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
