Sicurezza
Maria Ida vicina ai più deboli «E ora parto per il Burkina»
A fine agosto coronerà il sogno di partire per l’Africa e aiutare i bisognosi Viveva in una baracca al Varignano dove era vicina agli emarginati
VIAREGGIO. Dopo una vita spesa ad aiutare il prossimo adesso ha deciso che percorrerà la distanza che separa Viareggio dal Burkina Faso, nel cuore dell’Africa, per coronare il suo sogno: trasferirsi definitivamente fra gli ultimi. Maria Ida Paolotti, 75 anni originaria del Piemonte, arrivata a Viareggio negli anni 70, dove si è trasferita in quanto la mamma era viareggina (il padre era torinese), partirà entro la fine di agosto, al massimo i primi di settembre. Tutto dipende dalla disponibilità degli aerei ma è ormai deciso: andrà in Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo, forse senza tornare.
Dopo avere vissuto nel capoluogo piemontese la sua famiglia ha deciso di trasferirsi in una città un po’ più tranquilla: Viareggio, appunto. Qui Maria Ida ha potuto fare quello che le è sempre piaciuto fare: stare al fianco di chi soffre, con gli ultimi e i più deboli. «Per circa sedici anni ho insegnato nelle scuole elementari - dice - poi, raggiunto il minimo pensionabile, ho deciso di lasciare la scuola per dedicarmi a stare a fianco di chi aveva bisogno di aiuto. Quando hanno aperto il Sert a Viareggio, ricordo con non poche polemiche, ho aiutato i giovani tossicodipendenti, cercando di dar loro una mano nei momenti di difficoltà. Ho condiviso tante esperienze con loro. Qualcuno è riuscito a uscire da quel tunnel, altri purtroppo non ce l’hanno fatta».
Maria Ida ricorda tutte le storie che le sono passate davanti. Un giorno è stato decisivo per lei: quello in cui ha deciso di lasciare la sua casa, per andare a vivere al Varignano in una baracca in via Fosso Le Quindici, dove viveva una comunità di extracomunitari. «Sono voluta stare a fianco di chi una casa non ce l'aveva. Ecco perché sono ancora qui in una baracca, nonostante ormai abbia qualche problema fisico e l’età sia un po’ avanzata. Per me era il modo migliore per capire le problematiche di chi ha la necessità di avere un tetto sulla testa e invece non ce l’ha - racconta - Mi sono sempre trovata bene, in fondo perché ho fatto la scelta che ho ritenuto più giusta. Ho fondato con altri l'associazione “Insieme per uscire dal silenzio”, che si impegna per stare vicino a chi ha problemi con la giustizia, con la tossicodipendenza, chi è solo ed è alla ricerca anche di un semplice gesto che in certi momenti serve più di tante altre cose. Ho collaborato anche con la Parrocchia della Resurrezione».
Maria Ida è un punto di riferimento, per tante persone, soprattutto quelle in difficoltà, sia al Varignano ma in tutta la città. Ha viaggiato molto: è stata alla marcia della Pace in Congo, in Palestina, in Sud America.
«Mi sarebbe piaciuto andare a Sarajevo, questa esperienza mi è mancata. È il mio sogno farla in Africa e presto si realizzerà. Là mi potrò incontrare con Silvano Orlandi, che da Viareggio porta spesso gli aiuti, sostenuto dalla collaborazione di tanti».
«Partirò con entusiasmo - dice - consapevole però che la mia età può crearmi qualche limite. Sono convinta che è utile rimanere sempre disponibile a dare il mio piccolo aiuto. Come è già capitato agli altri che sono stati in quei posti».
Maria Ida non ha paura dell’età, del viaggio o delle malattie: «Ho messo in preventivo che contrarrò la malaria, sono però serena anche da questo punto di vista».
Porterà con te tanti ricordi delle esperienze viareggine: «Più che altro dei ragazzi e delle ragazze con le quali ho trascorso tanti anni davvero indimenticabili. Tanti mi hanno aiutato al Varignano».
Nel salutare tutti parla anche dei fatti recenti a Viareggio: «Sono stata presidente anche dell’associazione dei Berretti Bianchi - dice - mi dispiace sapere che verrà smantellato il campo rom a Torre del Lago, perché ci sono bambini e mamme che avranno serie difficoltà a trovare un altro posto dove andare. Nella società c'è chi disprezza: i primi a essere odiati sono i rom, poi i tossicodipendenti e infine i nordafricani. Ma nessuno tiene conto che siamo tutti esseri umani. Io li ho voluti aiutare tutti, per quanto mi è stato possibile».
Maria Ida ha preparato dei segnalibro in cartone per lasciare un suo ricordo, sul quale ha scritto: «Un dono grande la nostra amicizia:il tempo e la distanza non potranno mutarla, amore e condividere. Burkina Faso, “la terra degli uomini integri”, come l'ha definita il presidente africano, che è stato assassinato, Thomas Sankara».
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