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Quell’oro salmastroso conquistato a Berlino

Fra gli azzurri della nazionale di calcio che vinsero le Olimpiadi del 1936 c’era anche il viareggino Carlo Biagi: fu il primo italiano a segnare 4 gol in una gara

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VIAREGGIO. L'Italia del calcio ha vinto una sola volta il titolo olimpico, a Berlino nel 1936. Nelle Olimpiadi della propaganda nazista ma che fanno conoscere il talento di Jesse Owens. Un bottino magro per una potenza del calcio mondiale del quale fanno parte anche i bronzi di Amsterdam nel 1928 e di Atene nel 2004. Un successo quello maturato il giorno di ferragosto di ottanta anni fa all'Olympiastadion che ancora oggi viene poco ricordato ma che lo stesso Vittorio Pozzo, il commissario tecnico più vincente nella storia del calcio, ricordava come la più grande emozione provata perché conquistata con una squadra di sconosciuti che in due mesi di duro lavoro erano diventati squadra.

E di quella squadra tutta d'oro faceva parte anche un calciatore viareggino, Carlo Biagi, mezz'ala, come si diceva a quei tempi dal gol facile. Biagi, all'epoca ventiduenne, era stato scelto, così come gli altri, in quanto calciatore studente (universitario) in ottemperanza al rinnovato appello al dilettantismo. Diventerà uno dei protagonisti del successo azzurro giocando tutte le gare.

Il mitico Vittorio Pozzo sceglie i ventidue convocati da portare a Berlino in base a quanto ha visto personalmente ai Giochi Universitari che si sono svolti a Bologna e dai rapporti dei suoi collaboratori che sono sguinzagliati sui campi di tutta Italia alla caccia di calciatori non professionisti. Il commissario tecnico che ha già vinto il Mondiale del 1934 (e vincerà anche quello del 1938) porta la truppa in ritiro a Merano e nel giro di poche settimane riesce a formare un gruppo compatto del quale fanno parte i carraresi Venturini, Piccini e Vannucci, il pisano Bertoni, ed il lucchese Lamberto Lippi (padre di Enrico, medico molto conosciuto in città anche per la sua amicizia di lungo corso con Marcello Lippi), e lo spezzino Gino Cappelli che ha finito quella stagione in forza al Viareggio che si è guadagnato la permanenza in serie B dopo spareggio con la Pistoiese. Anche Biagi, da viareggino verace, ha iniziato la sua carriera con la maglia delle zebre facendo l'esordio in Prima Divisione (l'equivalente dell'attuale Lega Pro) nel 1930 a poco più di sedici anni in un derby alla leggendaria "Fossa dei Leoni" di Carrara. Cinque anni dopo è tra i protagonisti della storica promozione in serie B dopo lo spareggio con la Lucchese.

Nell'estate del 1935 passa al Pisa (serie B) e dopo avere concluso il campionato in nerazzurro con 29 partite e 9 reti arriva la chiamata di Pozzo. L'esordio alle Olimpiadi non è dei migliori anche se l'Italia supera il primo turno battendo con un risicato 1-0 gli Stati Uniti. Le cronache dell'epoca narrano di un Pozzo infuriato che batte i pugni sul tavolo. Nonostante la deludente prova della squadra, Biagi è confermato anche per l'impegno con il Giappone che viene travolto con un eclatante 8-0. Ed è proprio in questa partita che il giocatore viareggino entra nella storia del calcio azzurro. Biagi è infatti il primo nella storia della Nazionale a realizzare quattro reti in una partita.

Una prodezza eguagliata tanti anni dopo da campioni del calibro di Omar Sivori, Gigi Riva e Roberto Bettega. La sorprendente squadra di Pozzo liquida in semifinale la favorita Norvegia, che gioca con la Nazionale A, per poi battere in finale per 2-1 l'Austria di Hugo Meisl. Dopo l'avventura olimpica per Biagi si aprono le porte della serie A. Viene acquistato dal Napoli dove tra i compagni di squadra trova Nereo Rocco. Rimane per quattro stagioni sotto il Vesuvio prima di dire stop con il calcio nel 1940. Nel dopoguerra si occuperà marginalmente di calcio sfruttando la laurea in Economia e Commercio per avviare un attività professionale. Muore a Milano a 72 anni. Un personaggio, Carlo Biagi, che in pochi ricordano, ma che in qualche modo ha segnato la storia sportiva di Viareggio (oltre che dell’Italia). F

orse non sarebbe male che anche le istituzioni - Comune di Viareggio in primis - lo ricordassero.

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